WNBA e sindacato riprendono i negoziati CBA in fase di stallo, Clark sicura di un successo
La WNBA entra in una fase cruciale del proprio futuro contrattuale: dopo settimane di stallo, lega e sindacato delle giocatrici torneranno a sedersi allo stesso tavolo lunedì a New York per provare a sbloccare il nuovo accordo collettivo. A guidare il fronte WNBPA ci saranno la presidente Nneka Ogwumike e le vicepresidenti Kelsey Plum e Napheesa Collier, in un summit che arriva dopo la proposta inviata dal sindacato intorno a Natale, con la richiesta di una quota del 30% sulle entrate lorde per le giocatrici, e rimasta finora senza una vera risposta da parte della lega, che non ha ritenuto il testo particolarmente diverso dalle bozze precedenti. Sullo sfondo c’è anche la figura di Caitlin Clark, protagonista come “special contributor” nel debutto di Sunday Night Basketball su NBC in cui si è dichiarata “molto sicura” che le parti riusciranno a trovare un’intesa: la sua presenza al Madison Square Garden per il pre-partita lascia intendere che sia in città, anche se non è chiaro se prenderà parte direttamente ai colloqui.
Il contesto, però, resta delicato: dal 9 gennaio, scaduta l’ultima estensione del CBA, WNBA e sindacato vivono in una fase di “ordine stabilito”, con una moratoria concordata che ha congelato le prime mosse di free agency, bloccando offerte qualificanti e tag di franchigia e creando un effetto domino su tutto il calendario operativo della lega. Se un nuovo accordo non dovesse arrivare in tempi brevi, il rischio è quello di uno slittamento dell’inizio della stagione 2026, mentre sono già stati ritardati i progetti di espansione verso Toronto e Portland: il calendario ufficiale è stato pubblicato con tip-off fissato per l’8 maggio, ma i precedenti ricordano che tra la firma del CBA e l’avvio della free agency possono passare anche due mesi, come accaduto tra l’annuncio dell’ultimo accordo a gennaio 2020 e le successive finestre di mercato; il draft WNBA di aprile mostra quanto sia fitto il puzzle da incastrare, ma Clark insiste: «Ci sono ancora molte cose da sistemare, ma sono davvero fiduciosa che le due parti arriveranno presto a un accordo».