Pesaro si gode la vetta, Bucarelli: «Sognavo una serata cosi. Felder? Sottovalutato il suo lavoro»
Vetta della classifica di Serie A2 per la Victoria Libertas Pesaro, che sabato ha vinto il big match guidata da una prestazione monstre di Lorenzo Bucarelli, a segno con 29 punti con 42 di valutazione. "La sognavo così questa serata nei giorni scorsi, quando cercavo di immaginare l’atmosfera che avrebbe circondato la partita", dice il capitano della VL. "Il nostro pubblico ci sta sempre vicino, non solo quando scendiamo in campo, ma anche fuori: è bellissimo quando ci riconoscono e ci salutano in giro per la città. Ho sempre detto che giocare a Pesaro non è lo stesso che farlo da altre parti, questa piazza vive di pallacanestro e vuole bene ai giocatori che si comportano come ci comportiamo noi, lottando su ogni pallone".
Una vittoria che vale tanto, senza un americano. "Queste partite vanno giocate così, con intensità, ritmo e spavalderia. Ce lo aveva chiesto il nostro coach di essere spavaldi, e credo che lo siamo stati, concreti nei momenti giusti: la ritengo una delle nostre migliori prestazioni stagionali e la paragono a quella vinta contro Scafati. Siamo contenti, però mancano ancora 13 giornate alla fine della regular-season: rilassarsi sarebbe da immaturi e noi non lo siamo. Ci meritiamo di continuare questo percorso, per noi stessi, per la gente che ci segue e per la società che non ci fa mai mancare nulla. Mi piace giocare questo tipo di partite in questi ambienti, però penso di aver fornito una prova pulita dal punto di vista tecnico, senza lasciarmi travolgere sotto il profilo emotivo. Il basket è soprattutto una questione di letture e nella sfida contro Brindisi penso di essermela cavata bene soprattutto da questo punto di vista: ne abbiamo fatte tante giuste nei momenti decisivi".
Tanto coraggio anche dai più giovani. "Di coraggio ce n’è tanto in questo gruppo, e noi veterani giochiamo bene anche per merito loro. Io e ’Tambo’ siamo molto esigenti con questi ragazzi, qualche volta anche troppo forse, ma rispondono sempre presente. E quando hai giovani così validi qualche sbaglio lo puoi tollerare. Apprezzo come reagiscono agli errori, con una fiducia che forse io alla loro età non avevo. Di partite così ne hanno giocate poche in carriera, ma aiutano a maturare e nessuno di loro ha fatto mancare il proprio contributo: ottimo segnale di ragazzi che non entrano in campo per far rifiatare qualcuno, ma per essere protagonisti".
L'uscita di Felder. "Per il tempo che è stato con noi, nelle partite che ha giocato, Kay è stato molto utile e, secondo me, sottovalutato sia dalla piazza che dall’opinione pubblica. Si è dimostrato molto intelligente perché non è scontato che un americano, al ritorno da un infortunio, si metta al servizio della squadra come ha fatto lui e di questo bisogna dargliene atto. Ha fatto delle partite passando con pazienza la palla ai compagni. Gli americani devono fare altro? Ma è l’americano che ci ha permesso di essere primi in classifica, quindi bisogna rendere giustizia al suo lavoro: mi sembra brutto trattarlo come uno che non si è impegnato".