Miami travolge Chicago: Heat da record contro i Bulls
Nel terzo incrocio consecutivo con i Bulls, gli Heat hanno trasformato la voglia di rivincita in una lunga dimostrazione di forza, spaccando la partita già nei primi minuti grazie alla partenza furiosa di Pelle Larsson e Bam Adebayo, autori di 17 dei primi 22 punti dei padroni di casa (22-5 dopo appena sei minuti) e con Simone Fontecchio (2 punti, 7 rimbalzi, 4 assist in 18') in quintetto di partenza. Da lì in poi, per Chicago non c’è praticamente più stata partita: la panchina di Miami, da Davion Mitchell a Jaime Jaquez Jr fino alla presenza verticale di Kel’el Ware, ha continuato ad alimentare l’inerzia, mentre il duo Larsson–Adebayo tornava a prendersi la scena con un parziale personale del lungo e due conclusioni al ferro che hanno infiammato il Kaseya Center, certificando un +22 già all’intervallo (62-40) e la sensazione di una serata a senso unico.
Nel secondo tempo gli Heat non hanno mai tolto il piede dall’acceleratore, trasformando la partita in un laboratorio di fiducia e gerarchie interne, più che in una semplice gestione del vantaggio. Mitchell, Wiggins e ancora Jaquez hanno allargato il solco mentre Ware si esibiva in quota, fino a spingere il margine su un abisso di 101-62 dopo tre quarti e addirittura su un surreale +54 nel finale, suggellato dalla schiacciata di Vladislav Goldin (126-72) prima dell’alley-oop tra Jahmir Young e Keshad Johnson che ha chiuso il sipario. Il 134-91 conclusivo non è solo una vittoria larga: per Chicago significa riscrivere in negativo la propria storia recente contro Miami, dopo il -36 del 143-107 di novembre, con un nuovo ko da 43 punti che racconta meglio di qualsiasi tabellino la distanza, mentale e tecnica, vista in questa mini-serie.