Detroit travolge Brooklyn: vittoria record dei Pistons sui Nets: +53
Dopo il sorriso strappato a Salt Lake City dalla prima doppia doppia in carriera di Egor Demin contro Utah, il “road trip” dei Nets si chiude nel modo più brutale possibile sul parquet della capolista a Est. Senza Michael Porter Jr., Brooklyn regge l’urto solo per sei minuti, poi Detroit alza il volume della partita e imprime il primo strappo con un parziale chiuso dal canestro sulla sirena di Daniss Jenkins per il 33-24, preludio a una serata in cui la squadra di Jordi Fernandez non riuscirà più davvero a rimettere la testa avanti. Le due triple di Cam Thomas riportano gli ospiti a un possesso di distanza, ma è solo un’illusione: i Pistons ricostruiscono subito il margine, spinti da un Cade Cunningham onnipresente sulle linee di passaggio e aggressivo nel pitturato nonostante la mano fredda ai liberi, fino al +23 dell’intervallo sigillato dalla rubata di Ausar Thompson e dalla sua preghiera da metà campo che spegne simbolicamente le residue speranze dei Nets (67-44).
Al rientro dagli spogliatoi, la partita smette di essere competitiva e diventa un manifesto della superiorità fisica e mentale di Detroit, che approfitta di ogni esitazione di Brooklyn per allargare il solco. Le palle perse in serie di Nolan Traoré e Danny Wolf si trasformano in punti facili per Cunningham e compagni, mentre Jalen Duren continua a martellare il ferro chiudendo gli alley-oop innescati da Tobias Harris fino a spingere il vantaggio oltre i trenta punti (75-44), con i Nets costretti ad attendere cinque minuti per vedere il primo canestro del terzo quarto, ancora con Traoré dall’arco. Da lì in avanti il punteggio è solo una questione aritmetica: il 100-62 di fine terzo periodo apre la strada a un ultimo quarto in cui Ron Holland porta il margine oltre i quaranta e Paul Reed firma il simbolico +50, fissando il 130-77 conclusivo (+53) che entra direttamente nei libri di storia come la vittoria più larga di sempre per i Pistons.