Knicks in rimonta sui Lakers: il Garden saluta (forse) LeBron

Knicks in rimonta sui Lakers: il Garden saluta (forse) LeBron
© foto di nba.com

Pochi minuti dopo l’annuncio delle riserve per l’All-Star Game 2026, il Madison Square Garden si ritrova al centro della scena per uno di quei duelli che non passano mai di moda: Knicks contro Lakers, due squadre dal bilancio quasi identico e una cornice speciale, con la sensazione diffusa che possa essere l’ultima volta di LeBron James (22 punti, 5 rimbalzi, 6 assist) sul parquet più iconico della NBA. La prima metà di gara parla però la lingua di Los Angeles, sorprendentemente pulita nella gestione del pallone e trascinata da un Luka Doncic in pieno controllo (30 punti, 15 rimbalzi, 8 assist), che si diverte a punire una difesa interna newyorkese in affanno insieme alla presenza di Deandre Ayton (13 punti, 5 rimbalzi) vicino al ferro. New York resta aggrappata al match grazie alla solidità di OG Anunoby (25 punti) e all’energia che arriva dalla panchina con Landry Shamet (23 punti) e Tyler Kolek, mentre rimbalzi offensivi e triple tengono in vita il Garden in una prima parte di partita piacevole e ad alto ritmo, chiusa comunque con i Knicks a contatto (56-52).

Dopo l’intervallo, però, si cambia: sull’onda di Karl-Anthony Towns (11 punti, 13 rimbalzi) l’intensità dei Knicks sale di colpi, le seconde opportunità diventano la regola e il campo si apre in transizione, fino a ribaltare in modo naturale il rapporto di forza. Josh Hart (20 punti) e lo stesso Anunoby continuano a martellare in attacco, Doncic resta ispirato anche dalle provocazioni sorridenti di Spike Lee in prima fila e LeBron prova a rimettere in carreggiata i Lakers, ma la squadra di un Jalen Brunson perfetto nel ruolo di regista offensivo (12 punti, 13 assist, 7 rimbalzi) prende il largo fino al 90-82, preludio a un quarto periodo in cui Los Angeles perde progressivamente precisione e fisicità. Con l’attacco statico e la difesa sempre più permissiva, i gialloviola lasciano spazio alle incursioni di Anunoby e soprattutto alle triple di Shamet, che chiudono i conti e accendono definitivamente il pubblico: il 112-100 finale non è solo una vittoria di prestigio per New York, ma anche l’istantanea di una squadra in piena fiducia che si prende la scena nella notte in cui il Garden potrebbe aver salutato per l’ultima volta LeBron James.

Redazione Pianetabasket.com
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