La WNBA e il sindacato delle giocatrici stanno andando verso il lockout

La WNBA e il sindacato delle giocatrici stanno andando verso il lockout

La WNBA e il sindacato delle giocatrici non hanno trovato un accordo entro la scadenza fissata per venerdì sera.
Questa mancanza di risultato positivo va confermando definitivamente uno scenario che da settimane sembrava inevitabile. Le posizioni restano infatti molto distanti e, nonostante il mancato accordo, le trattative proseguono su quello che potrebbe diventare il contratto collettivo più importante nella storia dello sport femminile professionistico.

Una lega in piena crescita, ma stipendi ancora lontani dal valore reale. 
Il nodo centrale è economico. La WNBA sta vivendo un boom senza precedenti in termini di ascolti, sponsor e visibilità, ma secondo le giocatrici questa crescita non si riflette né sugli stipendi né sulle condizioni di lavoro. Anche le stelle della lega, infatti, guadagnano solo poche centinaia di migliaia di dollari a stagione, cifre considerate insufficienti rispetto all’impatto commerciale e mediatico generato. Il sindacato ha accusato la lega di non aver mostrato la stessa volontà di compromesso: le giocatrici denunciano una sottovalutazione sistematica del loro contributo e chiedono un accordo “trasformativo”, con un messaggio chiaro: l’uguaglianza salariale non è negoziabile.

Free agency congelata e rischio lockout. 
Con la scadenza ufficiale del precedente CBA, la WNBA ha proposto un moratorio sulla free agency. Una scelta inevitabile: quasi tutte le atlete sono tecnicamente free agent e non è possibile firmare nuovi contratti basandosi su regole ormai superate. Per ora resta in vigore il principio di “statu quo”, che mantiene attive le condizioni del vecchio accordo. Ma la tensione cresce, e lo spettro di un lockout — per quanto ancora teorico — è ormai sul tavolo.

Salary cap destinato a esplodere. 
La lega ha ribadito di voler sfruttare il momento storico di crescita per migliorare in modo significativo gli stipendi e l’esperienza delle giocatrici. Secondo ESPN, la proposta della WNBA prevede un salary cap da 5 milioni di dollari già dalla prima stagione del nuovo accordo, con aumenti legati ai ricavi futuri. Un salto enorme rispetto al tetto salariale del 2025, fermo a 1,5 milioni. Il sindacato, però, punta ancora più in alto: chiede un salary cap oltre i 10 milioni e una redistribuzione che garantisca alle atlete circa il 30% dei ricavi lordi.

Una trattativa che segnerà il futuro della lega.
Il confronto tra lega e giocatrici non è solo una disputa economica: è un passaggio cruciale per definire il futuro della WNBA, oggi più popolare che mai. La distanza tra le parti resta ampia, ma la pressione dell’opinione pubblica e il momento storico della lega rendono inevitabile un accordo che rispecchi la nuova dimensione del basket femminile. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la WNBA riuscirà a evitare un lockout e a costruire un modello sostenibile per le generazioni future.