La NBA risponde piccata alle insinuazioni di Rick Carlisle dei Pacers
Gli Indiana Pacers si sono infuriati dopo la multa da 100.000 dollari ricevuta per aver violato la Player Participation Policy nella gara contro gli Utah Jazz. La lega aveva messo sotto esame l’assenza di Aaron Nesmith, e questo ha irritato in particolare coach Rick Carlisle. L’allenatore ha accusato l’NBA di aver spinto la squadra a somministrare farmaci a Nesmith pur di farlo giocare, un’accusa pesante che ha ribadito durante la sua consueta intervista radiofonica settimanale. La lega non ha gradito e ha risposto ufficialmente.
Prima della partita contro Philadelphia, la NBA ha diffuso una nota in cui afferma che la ricostruzione di Carlisle è “inaccurata”. La lega sostiene che la revisione medica sia stata condotta da un medico indipendente e che, oltre al general manager e al responsabile medico‑prestazionale dei Pacers, non fosse necessario intervistare né Carlisle né i medici della squadra. Tuttavia, la dichiarazione non affronta direttamente l’accusa più grave, ovvero la presunta richiesta di medicare il giocatore.
Nesmith non ha giocato contro i 76ers ed è destinato a restare fuori almeno una settimana per un nuovo infortunio. Indiana continua a fare i conti con numerose assenze, come accade da inizio stagione. Secondo un articolo di Ryan Stano di Heavy.com, i Pacers dovrebbero insistere affinché la lega chiarisca completamente la vicenda, soprattutto perché un’eventuale pressione per far giocare un atleta infortunato sarebbe un problema di sicurezza. L’NBA, nel tentativo di contrastare il tanking, ha già multato pesantemente anche gli Utah Jazz per aver tenuto fuori alcuni giocatori nel quarto periodo, e questo apre un precedente delicato. Indiana, che punta a un posto tra le prime quattro scelte al Draft, continuerà a proteggere i propri giocatori infortunati. Nel frattempo, Ivica Zubac non ha ancora debuttato e potrebbe volerci ancora tempo prima di vederlo in campo.