Trieste, l'ex presidente Mario Ghiacci: «Venduta agli americani una realtà sana»
Mario Ghiacci, ex presidente della Pallacanestro Trieste, parla a Il Piccolo nelle ore dei rumors che vedono Paul Matiasic a lavoro per spostare il titolo sportivo dei giuliani a Roma. Una notizia che ha provocato un'immediata reazione a livello locale, con l'intervento del governatore della Regione Fedriga. Ghiacci ricorda di due salvataggi, dopo l'arresto di Luigi Scavone e l'uscita di scena di Alma, e dopo la decisione di Allianz di concludere il suo ciclo nel giugno 2022. A quel punto la società venne messa in vendita, e Ghiacci ricorda i retroscena sul passaggio agli americani:
"Nelle gestioni come la nostra, non avere debiti (e anzi, avere forse qualche credito) ci rendeva appetibili. Così iniziai a far girare la voce: "La società è in vendita". E guardai subito agli Stati Uniti. Prima di arrivare ai nuovi proprietari, avevamo diversi contatti. In quei momenti ti aggrappi a tutto, ma devi stare attento a non cadere nelle mani sbagliate. Poi, quasi per caso, emerse una pista incredibile. Ron Rowan conosceva un professore universitario che, durante una lezione, raccontò della situazione di Trieste. In quella classe c'erano cinque studenti che stavano seguendo un Master: furono loro a formare il nucleo di Cotogna. Venni a sapere che Richard De Meo sarebbe venuto in Italia per una vacanza e mi dissi: "Dobbiamo portarlo qui". Lo ospitammo a Trieste, scattò subito qualcosa. Mandarono un grosso studio di Milano a spulciare i conti e, visto che tutto era in ordine, l'affare partì. Nel secondo semestre del 2024 mi diedero l'incarico di trovare un manager. Avevano già fatto una selezione e sul tavolo c'erano nomi importanti. Chiamai Michael Arcieri. Ricordo ancora quella telefonata: gli parlai di Trieste, del progetto, della sfida. Riuscii a convincerlo. E così, da quel baratro che sembrava la fine di tutto, siamo riusciti a costruire il futuro che Trieste vive ancora oggi».