I Pelicans di Williamson sorprendono dei Warriors poco precisi al tiro
In una sfida segnata da percentuali basse e da una valanga di palloni persi, i New Orleans Pelicans hanno piegato i Golden State Warriors 113-109 grazie a un decisivo 12-2 nell’ultimo quarto. Il rientro di Dejounte Murray (13 punti) ha dato ordine a una squadra che aveva iniziato con aggressività, approfittando delle difficoltà al tiro dei Warriors. Zion Williamson (26 punti, 6 rimbalzi) e Saddiq Bey (18 punti, 6 rimbalzi) hanno imposto subito il ritmo, spingendo i Pelicans fino al +14, mentre Golden State restava in partita solo grazie alle iniziative di Moses Moody (24 punti) e De’Anthony Melton (28 punti). La gara si è poi incanalata su binari più fisici, con errori da entrambe le parti e un equilibrio che ha retto fino all’intervallo (46-39).
Nel terzo periodo i Warriors hanno cambiato pelle passando a una difesa a zona che ha prodotto un parziale di 24-13 e il sorpasso, ma New Orleans ha trovato risposte importanti dalla panchina: Derik Queen (8 punti, 7 rimbalzi) ha rimesso in moto l’attacco, mentre Karlo Matkovic (10 punti, 8 rimbalzi) ha firmato l’inerzia con una giocata da highlights. Golden State ha provato a restare agganciata con il contributo di Gui Santos (15 punti, 12 rimbalzi) e Draymond Green (11 punti, 7 rimbalzi, 6 assist), ma nel momento chiave è tornata a pesare la scarsa precisione dall’arco. La coppia Williamson–Bey ha nuovamente spaccato la partita, prima che Murray, con un lay-up e due liberi, chiudesse definitivamente i conti. Un successo sporco ma pesante per i Pelicans, capaci di resistere quando la gara si è fatta più caotica e di colpire nel momento decisivo.