Rick Carlisle contesta la NBA per la multa da tanking ai suoi Pacers
La stagione NBA vive un nuovo capitolo nella discussione sul tanking dopo le pesanti sanzioni inflitte a Indiana Pacers e Utah Jazz, con la lega decisa a intervenire in vista del ricchissimo Draft 2026. Utah ha ricevuto una multa da 500.000 dollari per condotta ritenuta dannosa verso la competizione, accusata di aver lasciato in panchina i propri titolari nei quarti periodi per aumentare le sconfitte. Indiana, invece, è stata punita con 100.000 dollari per violazione della Player Participation Policy, avendo tenuto fuori Pascal Siakam e altri due starter nella sfida poi persa contro gli stessi Jazz.
Una decisione che non è andata giù a Rick Carlisle, coach dei Pacers, convinto che la lega abbia ignorato la reale condizione fisica di Aaron Nesmith, infortunatosi la sera precedente e impossibilitato persino a tenere il pallone in mano. Il coach ha raccontato come l’NBA non abbia voluto ascoltare né i medici dei Pacers né il giocatore, arrivando persino a chiedere se fosse stato considerato l’uso di farmaci per farlo scendere in campo nonostante la squadra fosse 30 gare sotto il 50%.
La vicenda apre un fronte delicato tra tutela dell’integrità competitiva e gestione medica dei giocatori, con Indiana che rivendica la legittimità dell’assenza di Nesmith e la lega che, sotto pressione mediatica, sembra voler dare un segnale forte contro il tanking più aggressivo. La sconfitta contro Utah, decisiva nella corsa alla lottery, ha probabilmente pesato nella valutazione dell’NBA, mentre i Pacers, pur contrariati dalla multa, sanno quanto quel risultato possa incidere sul futuro della franchigia. Il finale 114-103 contro i Jazz resta così al centro di una discussione più ampia, che potrebbe spingere la lega a rivedere processi e controlli per evitare nuovi casi controversi nelle settimane che precedono il Draft.