Achille Polonara: «Spero di rientrare il 22 marzo a Milano contro l'Olimpia»
“Ho già detto che rientrerò quando giocheremo a Milano il 22 marzo”. Così Achille Polonara alla presentazione del libro “Il mio secondo tempo. Una storia di basket, una storia di vita” nella chiacchierata con Gianluca Gazzoli a margine della Coppa Italia di Torino. Un obiettivo per il rientro in campo del classe 1991, il quale ha anche annunciato che nella giornata di lunedì si sottoporrà a un ultimo intervento a Bologna, necessario per ottenere l’idoneità sportiva: “Si chiama ombrellino, chiudono un foro nel cuore. Dopo quello che ho passato è una passeggiata".
Da lunedì al 22 marzo ci sono circa un paio di settimane. Sassari giocherà in trasferta contro l'Olimpia. “Mi sono arrivati messaggi da tutto il mondo del basket e mi ha aiutato molto. Poi è arrivata l’offerta da Sassari e ringrazio il presidente Sardara per avermi fatto sentire ancora un giocatore nel momento in cui stavo combattendo, aiuta ad affrontare le cose in maniera diversa. Il mio obiettivo fino a questa estate era solo la salute, il basket era passato in secondo piano. Dopo aver firmato con Sassari è diventato tornare presto a Sassari e tornare presto in squadra. Ho esagerato un po’, ho detto che entro il 20 marzo potrei essere in campo… magari inizio ad allenarmi”.
Polonara è tornato anche su quei pensieri, rivelati in questi giorni, dopo la diagnosi di leucemia mieloide acuta del giugno scorso: “In quel momento ti passano tanti pensieri molto brutti per la testa. Nonostante fossi felice per la vittoria dello scudetto il basket passa in secondo piano. Dopo il problema che avevo affrontato pensavo per un po’ di essere a posto. Anche spiegare ai bambini cos’hai, perché sei sempre in ospedale, perché perdi i capelli… ho provato tanta tristezza e ho pensato di farla finita. Però non mi pareva giusto che crescessero senza il padre e col pensiero che non avessi combattuto fino all’ultimo. Sono riuscito con l’aiuto di Erika a pensarci bene, e a combattere”.
Polonara parla di due momenti su tutti: “Il periodo più difficile è stato il post coma, i primi giorni in cui mi sono svegliato sono stati tragici perché ero in uno stato confusionario. Non mi ricordavo le cose semplici come la data di nascita di mia figlia e mia moglie era incredula”. E il momento della svolta, di testa: “Al compleanno mi hanno fatto una festa a sorpresa con tante persone che mi volevano bene e lì c’è stato il clic. Forse anche per il fatto che i miei figli sono tornati a Bologna".