Dejounte Murray pronto al rientro nel roster dei Pelicans
Il ritorno ormai imminente di Dejounte Murray nel roster dei New Orleans Pelicans arriva in un momento carico di incertezze, che il veterano – ex All-Star – preferirebbe ignorare. La dirigenza che due estati fa aveva investito su di lui non c’è più. Murray, cresciuto a Seattle tra Rainier Beach High School e gli Huskies di Washington, ha trascorso gli ultimi tredici mesi a recuperare dalla rottura del tendine d’Achille destro. E la squadra, in piena ricostruzione, naviga nelle zone basse della Western Conference con pochissime speranze di playoff.
«Ci sono mille scuse per dire: “No, non gioco”. Ma io sono l’opposto», ha dichiarato Murray dopo l’allenamento di lunedì, aggiungendo di sentirsi pronto per la partita casalinga di martedì contro Golden State. «Tutto quello che ho passato lo uso come benzina», ha continuato, ricordando che avrebbe potuto tranquillamente prendersi più tempo per recuperare, visto che il suo stipendio non cambia. «Ma io amo questo gioco. Voglio scendere in campo non solo per la mia famiglia e per la franchigia, ma anche per la città di New Orleans». Indicando verso l’alto, ha aggiunto: «Il mio miglior basket deve ancora arrivare».
«Non mi interessa il denaro, non mi interessa la fama o lo stile di vita. Amo questo sport e voglio prendere tutto quello che posso finché durerà». New Orleans aveva acquisito Murray prima della scorsa stagione, cedendo a Atlanta Dyson Daniels, Larry Nance Jr., Cody Zeller e due prime scelte (2025 e 2027). Quell’operazione era stata firmata da David Griffin, poi licenziato e sostituito da Joe Dumars. Dumars, al suo primo Draft, ha scelto quello che molti considerano l’erede di Murray: Jeremiah Fears, settima scelta da Oklahoma. Murray, però, non sembra turbato dall’idea di doverlo guidare mentre prova a riaffermarsi come guardia d’élite.
«È il futuro, sarà un grande giocatore», ha detto. «Il mio compito è essere un professionista, lavorare sul mio gioco e mostrargli cosa significa. È un ragazzo sicuro di sé, ma deve capire che ci sono alti e bassi». E Murray di alti e bassi ne ha avuti parecchi. Dopo due stagioni iniziali a San Antonio, ancora acerbo e con prospettive incerte, si ruppe il ginocchio destro e saltò tutta la stagione 2018-19. Tre anni dopo era un All-Star da 21.1 punti, 9.2 assist e 8.3 rimbalzi di media. Nel 2022 fu scambiato ad Atlanta, dove ha mantenuto oltre 20 punti di media per due stagioni, prima del trasferimento ai Pelicans nel giugno 2024.
Al debutto con New Orleans si fratturò la mano sinistra. Tornò per altre 30 partite, poi il 31 gennaio 2025 arrivò la rottura del tendine d’Achille contro Boston. L’allenatore ad interim James Borrego ha detto che è presto per parlare del ruolo di Murray nel progetto a lungo termine della franchigia. Pur lasciando intendere che potrebbe giocare martedì, non ha voluto confermarlo del tutto. Ha però elogiato la sua dedizione. «Parla del suo carattere: gli importa davvero», ha detto Borrego. «Non tutti, dopo un infortunio così, sarebbero già pronti a giocare. Lui vuole esserci. Vuole competere. Vuole stare con i compagni. Vuole vincere». Murray ha spiegato di avere un buon rapporto con Dumars e il suo staff, ma ha anche aggiunto: «Non importa chi c’è in dirigenza o chi è l’allenatore. Noi dobbiamo andare in campo, giocare duro e giocare nel modo giusto».