Amedeo Tessitori torna sulle parole di Spahija: «Ho chiesto il cambio per respirare un pochino. Non so come abbia letto la situazione»
La "maledizione" della Coppa Italia si è abbattuta per la nona volta sull'Umana Reyer Venezia, eliminata al primo turno in dodici partecipazioni complessive. La sconfitta per 95-87 contro la Bertram Derthona all'Inalpi Arena di Torino è arrivata come un fulmine a ciel sereno per gli orogranata, che si presentavano all'appuntamento forti di ottimi risultati. A tracciare un bilancio dell'amara serata è capitan Amedeo Tessitori: "Siamo calati di intensità nella parte finale e ci è mancata un po' di lucidità. Può succedere, avevamo disputato un'ottima partita fino a metà dell'ultimo quarto, poi forse è subentrata un po' di stanchezza visto che venivamo da un periodo particolarmente intenso e stressante". Sulla natura imprevedibile della competizione, il centro aggiunge: "Il brutto delle partite secche da dentro o fuori è proprio questo, non conta quanto sei in forma o quanto stai bene ma il risultato finale, che alle volte può essere diverso da quello che ci si aspetta". Riguardo, invece, ai ben 50 punti concessi nella ripresa a livello difensivo, glissa: "Non mi soffermerei troppo su questi aspetti, piuttosto potevamo fare meglio tante altre cose e non ci siamo riusciti".
A far discutere i tifosi è stato soprattutto il mancato impiego di Tessitori nell'ultimo quarto, dopo un eccellente primo tempo chiuso in doppia-doppia da 14 punti e 10 rimbalzi. Coach Spahija aveva dichiarato che fosse stato il giocatore stesso a chiedere il cambio, ma il capitano ci tiene a precisare l'accaduto: "Dal mio punto di vista le cose sono andate in maniera un po' diversa. Io avevo chiesto un cambio a fine terzo quarto, quei cambi che si possono chiedere per respirare un secondino e basta. Questo è quello che ho fatto io. Non so come coach Spahija abbia letto la situazione, io stavo bene ed ero pronto. Anzi avevo chiesto anche durante il quarto periodo di poter rientrare". Archiviato il caso e la delusione della Coppa, lo sguardo è rivolto al futuro: "La squadra ha bisogno di riposare un po' perché, come ho detto, veniamo da un periodo molto intenso e dobbiamo rimetterci a lavorare a testa bassa per riprenderci e mettere in ordine le cose che sono mancate. Non ne facciamo un dramma. Come ho sempre sottolineato, siamo un gruppo molto affiatato, stiamo bene assieme. Lavoreremo per riportare in campo la Reyer migliore".
Per Tessitori non c'è tempo per riposare: insieme al compagno Leonardo Candi ha già raggiunto il raduno della Nazionale a Livorno in vista della doppia sfida di qualificazione ai Mondiali 2027 contro la Gran Bretagna (il 27 febbraio a Newcastle e il 2 marzo a Livorno). Sulla nuova Italia di Pozzecco osserva: "Una squadra giovane guidata da un ottimo allenatore, siamo un gruppo nuovo e magari dobbiamo ancora iniziare a ingranare. Però già nell'ultima partita abbiamo dimostrato di esserci andando a vincere in Lituania, nel gruppo c'è grande disponibilità e personalmente sono sempre onorato di far parte del gruppo azzurro e dare un aiuto". Sul parquet ci sarà anche l'insolito scontro diretto con il compagno di squadra alla Reyer, Carl Wheatle: "E' la prima volta che mi capita di giocare contro Carl in nazionale, spero che lui non riveli ai compagni i miei punti deboli. Wheatle è diventato un giocatore molto completo, sta crescendo tantissimo. È un avversario al quale bisognerà stare molto attenti".
Tornando infine sul momento personale e sul rendimento offerto fin qui in una stagione densa di impegni sportivi e psicologici, il centro traccia un bilancio estremamente positivo della sua maturazione in campo: "Sono cresciuto molto dal punto di vista mentale e riesco ad adattarmi meglio ai vari utilizzi, quando entro in campo, che si tratti di partire in quintetto o entrare dalla panchina, cerco sempre di farlo con l'idea di poter dare qualcosa. Una volta può essere un rimbalzo, un'altra un canestro in più da sotto o un passaggio fuori per liberare il tiro da tre".