Peppe Poeta: «Le emozioni di una vittoria così ti rimangono dentro»
Peppe Poeta ha parlato a Tuttosport dopo la vittoria della Coppa Italia con l'Olimpia Milano. «È una sensazione magnifica svegliarsi riassaporando la vittoria. Il giorno dopo te la gusti tutta, avendo messo da parte la stanchezza di una settimana durissima, di grande lavoro e di emozioni fortissime. Ogni partita è dentro o fuori e, dopo che hai passato il turno, rimani in attesa di sapere con chi giocherai fino a tarda serata, com'è successo a noi prima della finale. Le emozioni di una vittoria così ti rimangono dentro e averle condivise con un gruppo di grande spessore è qualcosa di eccezionale», dice il coach biancorosso.
Nel suo destino c'è scritto Torino, unico trofeo vinto da giocatore nel 2018 a Firenze
«Torino è per me crocevia fondamentale. Ho giocato lì per tre annate, di cui una e mezza indimenticabili. La Coppa Italia è arrivata inaspettata, ma proprio per questo la gioia è stata immensa. Ricordo come se fosse ieri quel successo. Poi però a Torino ho vissuto anche l'amarezza più grande della mia carriera cestistica. Neanche a farlo apposta, nello stesso impianto dove abbiamo vinto la Coppa Italia. Era il 2016 e nel preolimpico, con Fltalia, ci giocavamo contro la Croazia la qualificazione ai Giochi di Rio de Janeiro. Perdemmo dopo un supplementare: brucia ancora tanto quella sconfitta. Q tenevamo ad andare alle Olimpiadi. E invece...»
Che allenatore è Peppe Poeta?
«Sono uno che ha avuto la fortuna di essere stato allenato da tanti eccellenti tecnici. Ho sempre avuto la voglia di imparare. Anche quando ero un giocatore a fine carriera. E poi, quando sono passato dall'altra parte, ho continuato ad avere grandi maestri, che mi hanno trasmesso molto. Cerco sempre di essere me stesso e credo che ognuno di noi sia il frutto delle proprie esperienze. Io ne ho fatto tante e mi hanno fatto crescere. Devo ringraziare tutti quelli che mi hanno dato qualcosa. E sono tantissimi».