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Michael Porter Jr. e Brooklyn Nets: prolungamento o pedina di scambio?

Michael Porter Jr. e Brooklyn Nets: prolungamento o pedina di scambio?
© foto di nba.com

Con 24,2 punti e 7,1 rimbalzi di media, Michael Porter Jr. ha firmato la miglior stagione della sua carriera, la prima da protagonista assoluto a Brooklyn. Dopo anni trascorsi a Denver come terza o quarta opzione, l’ala ha finalmente avuto spazio e responsabilità, mostrando di poter ampliare il proprio gioco quando è al centro del progetto. E nonostante le tante sconfitte e una ricostruzione ancora lontana dall’essere completata, Porter immagina il suo futuro proprio a Brooklyn. «Se dipendesse da me, mi piacerebbe firmare un’estensione con questa franchigia», spiega. Diventerà free agent nel 2027, ma già dal 6 luglio potrà discutere un nuovo contratto. «Sento che c’è sintonia. L’atmosfera nello spogliatoio è fantastica, c’è energia, c’è voglia di costruire qualcosa. Mi piacerebbe restare qui per qualche anno, farne la mia casa e vedere questa squadra decollare, perché quest’anno abbiamo intravisto del potenziale.»

Una stagione brillante, ma con margini di crescita Porter Jr. ha disputato solo 52 partite, saltando tutto l’ultimo mese per uno stiramento al bicipite femorale sinistro. E ammette che qualcosa si è incrinato già da febbraio. «Quando ho capito che non sarei stato scelto per l’All-Star Game, la mia concentrazione e la mia preparazione sono un po’ calate», confessa. Puntava alla convocazione grazie ai suoi numeri offensivi, ma i risultati dei Nets hanno pesato. «Non deve succedere, indipendentemente dalla situazione della squadra.»

Il precedente di Bridges e Johnson aleggia Negli ultimi anni Brooklyn non ha esitato a muovere anche i suoi giocatori più rappresentativi, come Mikal Bridges e Cam Johnson. Se la ricostruzione dovesse proseguire e Porter non firmasse un’estensione in estate, il campione NBA 2023 – in scadenza nel 2027 – diventerebbe automaticamente una delle pedine di scambio più appetibili sul mercato. «Ho parlato con Andy Birdsong e ho sentito Sean Marks al telefono», racconta. «Il mio compito è far capire chiaramente che voglio essere qui. Poi spetta a loro fare ciò che ritengono migliore per la franchigia. Possono dirmi tutto o non dirmi nulla, non porto rancore. Credo che saranno trasparenti, ma non me lo devono.»
Marks: “Ci saranno molte conversazioni” Il GM Sean Marks, dal canto suo, non si sbilancia: «Quest’estate ci saranno molte discussioni, con Michael e con altri giocatori.» Una frase che lascia aperti tutti gli scenari, tra continuità e possibili mosse di mercato.

Redazione Pianetabasket.com
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