Zion Williamson: “Anno positivo, ma voglio di più. New Orleans è casa mia”

Zion Williamson: “Anno positivo, ma voglio di più. New Orleans è casa mia”
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Nella conferenza di fine stagione, Zion Williamson ha tracciato un bilancio diretto del suo percorso e della direzione dei Pelicans. Un’analisi sincera, in cui l’ex prima scelta ha messo al centro salute, crescita personale e ambizioni future. Williamson ha spiegato che la sua stagione più solida degli ultimi anni è frutto di un impegno collettivo: «Sono state tante cose insieme. Il mio trainer Chris ha fatto un grande lavoro… e anche lo staff medico dei Pelicans. È stato uno sforzo di squadra», ha raccontato. Il nuovo metodo ha “dato risultati”, lasciandolo più fresco e reattivo dopo le partite. Il miglioramento è evidente: 62 partite giocate, 21.0 punti e 5.7 rimbalzi di media. Ora l’obiettivo è ancora più ambizioso: «Voglio arrivare a 75, magari 82 partite. Un giorno voglio giocarle tutte.»

“Sono stato efficiente, ma non basta se non vai nemmeno al play-in”. Zion non si è nascosto dietro ai numeri: «Il mio rendimento è stato ok, sono stato efficiente… ma non posso accontentarmi quando non siamo nemmeno arrivati al play-in.» Ha aggiunto di avere “molto su cui lavorare”, soprattutto per diventare più imprevedibile in attacco. Per fare il salto di qualità, sa già dove intervenire: «Devo essere pericoloso da tutti e tre i livelli. Se voglio diventare il giocatore che posso essere, devo attaccare da ogni zona del campo.»

“Siamo più vicini di quanto sembri”. Nonostante il 26–56 finale, Williamson ha ricordato il buon periodo tra gennaio e marzo come prova del potenziale del gruppo: «In quel tratto abbiamo giocato un’ottima pallacanestro. Siamo vicini, se non già lì per certi versi.» Ha poi elogiato il coach ad interim James Borrego: «Per le circostanze in cui si è trovato, ha fatto il massimo. Ha fatto un buon lavoro.»

Zero mercato per Zion: “New Orleans è casa mia e con i Pelicans voglio i playoff”. Zion ha ribadito senza esitazioni il suo legame con la città e la costruzione di un futuro luminoso insieme: «Questo è il posto in cui voglio essere. New Orleans è casa mia. Vivo qui, esco, cerco di conoscere sempre di più la città. È frustrante essere qui ogni anno senza playoff. Vorrei davvero giocarli.» I Pelicans entrano ora in un’estate cruciale, con la disponibilità di Williamson e la sua evoluzione offensiva al centro del progetto tecnico, il recupero definitivo di Dejounte Murray, la freschezza di due rookie di alto livello come Jeremiah Fears ("non ha solo resistito alla tempesta, l'ha conquistata") e Derik Queen ("DQ è un giocatore molto speciale").

Redazione Pianetabasket.com
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