Peppe Poeta: «Non fare i play-in non è un fallimento nella EuroLeague di oggi»

10.04.2026 00:05 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Peppe Poeta: «Non fare i play-in non è un fallimento nella EuroLeague di oggi»
© foto di Ciamillo

"Chiedo scusa ai tifosi e la società per questa brutta prestazione. Fino adesso avevamo sempre combattuto in EuroLeague, stavolta no. Mi prendo la responsabilità di quello che si è visto stasera. Farò tutto quello che posso per cambiare questa nostra mentalità". Inizia così la conferenza stampa di coach Peppe Poeta dopo la sconfitta dell'Olimpia Milano contro il Bayern Monaco per 84-94, accompagnata dai rischi del Forum. Un pessimo approccio alla gara da parte della squadra: "Sono d'accordo, ma è il mio ruolo di trovare le corde giuste per provare ad accendere quello che hanno di orgoglio. Devo provarci, ci sto provando con tutto me stesso. È un processo anche per me di capire come fare. Sto provando a capire come fare. Ma da allenatore di questa squadra è giusto che mi prenda la responsabilità".

Il momento più difficile per Peppe Poeta allenatore, può arrivare un cambio di atteggiamento? "Alleno da 18 mesi, sono stati i 18 mesi più belli della mia vita. Fino a un mese fa la mia vita da allenatore è stata immacolata. Queste sono le prime difficoltà che affrontò da allenatore. Da un mese a questa parte abbiamo perso energia, anima, in particolare per tratti di partite. Non posso dire che non abbiamo anima, altrimenti non recuperiamo dal -25. E una squadra incostante. Oggi il Maccabi è sotto di 40 a Parigi, l'EuroLeague è un po' così. Devo essere un po' più bravo io a toccare le corde giuste a fare si che riusciamo a fare 40 minuti dello stesso livello. Anche cambiando carattere con determinati giocatori".

Non fare i play-in non è un fallimento. "Sono d'accordo, ma è un dato di fatto. Bisogna esserne consapevoli. Oggi per l'Olimpia è fare i play-in l'obiettivo. Ma non è un fallimento per la direzione in cui sta andando l'EuroLeague non farli. Come penso avete visto, ci sono situazioni differenti dalla nostra. Deve essere un obiettivo, ma non è un fallimento non farli. Per quanto mi riguarda non avevo la presunzione di prendere una squadra in corsa e portarla ai play-in di EuroLeague dopo che tre anni non c'è andata. Bisogna capire i motivi, provare a capire cosa va fatto in quella direzione lì. E ripeto: ci metto la faccia, tutto il mio impegno quotidiano. Ci metto tutto me stesso. Poi non lascerò nulla di intentato, anche cambiando approccio con determinati giocatori se ce ne dovesse essere bisogno. I fischi del Forum? Avevamo fatto partite sempre combattendo. Una Euroleague tutto sommato competitiva. Non so per quale motivo oggi non avessimo le motivazioni giuste. Chi ha reagito nel secondo tempo merita rispetto, ma non lascerò nulla di intentato. L'unica cosa che posso dire e basta. Fino a ieri avrei detto che l'EuroLeague l'abbiamo giocato come dovevamo, provandoci sempre, con le nostre lacune tecniche e strutturali. Ne abbiamo, sono sotto gli occhi di tutti. Ma mi ha sorpreso l'atteggiamento di oggi. Fino a un mese fa avevamo vinto la Coppa Italia e fatte due buone partite in casa con Barcelona e Maccabi. Bisogna avere la capacità di guardare quanto di buono fatto. La Coppa Italia non veniva vinta da quattro anni. Ed è stato un momento in cui ci siamo compattati. Speriamo di riuscire a farlo anche ai playoff di LBA".

Sul tema fallimento aggiunge: "Bisogna avere come obiettivo quello di fare i playoff. Ma oggi come oggi, per la direzione che ha preso EuroLeague, non è più un fallimento non farli. Non mi piace parlare di budget, abbiamo una proprietà fantastica che ci sta dando tutto. Ma oggi l'EuroLeague, avete visto che direzione sta prendendo. Non è più un fallimento non fare i playoff. Poi ci riescono Valencia e Zalgiris che hanno risorse minori di tante altre, ma perché si incastrano varie cose nel modo giusto. Milano oggi è nella condizione di doverci provare, ma non è un fallimento se non ci riesce. E ripeto che non pensavo di arrivare io, dopo che su questa panchina c'è stata una leggenda, con una bacchetta magica e riportare la squadra ai playoff, di cambiare le cose così".