Virtus Bologna, il DG Ronci: «I veri underdog siamo noi. E siamo dove dovevamo essere»
La Virtus Bologna scende in campo stasera per la Gara 1 delle semifinali contro la Reyer Venezia. Il DG Paolo Ronci ha parlato a La Repubblica ed. Bologna. "Siamo dove volevamo e dovevamo essere. Primi nelle ultime tre stagioni regolari, 77% di vittorie, le prime 4 piazze sono il nostro posto. Poi, entrando in finale, sarebbe la sesta a fila. Un passo alla volta, ma siamo la Virtus, non ci nascondiamo. Anche senza nessun giocatore nei cinque candidati al premio di migliore dell’anno di Legabasket…», dice a Walter Fuochi il dirigente bianconero. «Non mi metto medaglie, il merito è del club, e cioè dell’odierno valore, status e cultura di un ambiente che spinge a dare il massimo. Qualcuno ci lascia il cuore, come Shengelia che da Barcellona l’altra sera soffriva in diretta la bella con Trento. Però insisto. Se non figuriamo nei premi, i veri underdog siamo noi».
Oltre a parlare del futuro di Alessandro Pajola, confermandone l'uscita a fine annata, Ronci parla della situazione infortuni, con il capitano bianconero ai box, così come Derrick Alston. Per entrambi stagione finita: «Ci siamo abituati. Da gennaio in poi, prima fuori i tre pivot insieme, poi i tre play, ora Alston e Pajola. La sera di gara 1 con Trento c’è caduto il mondo addosso. Alston ko, dopo la sua migliore dell’anno. Pajola che, si capisce lì, ha finito. Resisteremo ancora, ne siamo già stati capaci».
La Virtus cambierà per più di metà nella prossima stagione
«I contratti parlano, dovremo agire. E il livello salirà ancora, con le spese di certi club che fanno concorrenza al calcio. Noi potremmo essere tra quelli che spendono meno in Eurolega e siamo abituati a rispettare i budget. Il progetto seguirà la linea dell’ultima annata. Dopo i veterani campioni, l’anno zero. Che ha pagato: squadra giovane, piacevole, capace di partite memorabili, fino alla raffica di infortuni. Non c’è altra via. Freschezza e fisicità per stagioni da maratoneti. Cerchiamo giocatori così».
Il futuro di Nenad Jakovljevic
«Non userò la frase fatta delle bocce ferme, che però è vera. Mi giro indietro e vedo il percorso. Quando emerse la necessità di cambiare, a situazione non più aggiustabile, Nenad accettò sia la chance che la responsabilità. Sta facendo buon uso di ciò che ha preso da Dusko e qui apprezziamo. Se penso a Ivanovic, Banchi, Scariolo, Djordjevic, vedo una linea di grandi tecnici che ci ha guidato fin qui».
E Ronci sarà il prossimo GM se...
«Se la proprietà, di cui sono a disposizione, vorrà prolungare un tempo che va avanti dal gennaio 2019, con forti legami anche umani, ma con un pensiero da professionista sempre prevalente. Si lavora come si dovesse restare sempre, per aver altre soddisfazioni e titoli. Dicono che un manager debba lasciare la ditta meglio di come l’ha trovata e io in questi anni ho visto tanti passi avanti».