Olimpia Milano 1989: Mike D’Antoni, Bob McAdoo, Dino Meneghin e l'ultimo ballo

Olimpia Milano
mercoledì, 27 maggio 2026 alle 10:25
56c297bfb22c6f26a9c9875b6082c75d 66503 oooz0000
Il 27 maggio 1989, a Livorno vinse 86-85 il suo scudetto numero 24, l’ultimo di Mike D’Antoni, Dino Meneghin, Roberto Premier, l’unico di Franco Casalini da capo allenatore.
Il tiro di Roberto Premier avrebbe potuto chiudere la partita senza bisogno di scavare tra i cronometri, di scrivere libri e realizzare documentari. Un tiro di quelli che Premier sbagliava raramente e mai quando contava. Ne aveva segnati altri, quel pomeriggio del 1989 a Livorno. Premier aveva vissuto un pomeriggio inquieto, come tutti. Quasi un segno premonitore, perché quella sarebbe stata la sua ultima partita con l’Olimpia. L’ultima dopo otto anni. Otto anni in cui lui ha sempre giocato la finale scudetto. Quando il campionato veniva assegnato, lui era in campo. Otto stagioni di fila. A Milano, Premier ha sempre chiuso l’anno primo o secondo. Ma quel tiro uscì male dalle sue mani. Una parabola maligna fin dall’inizio. Andò a urtare, il pallone, contro il ferro, a sinistra. Non aveva una chance. Fu un errore.
Wendell Alexis da Syracuse era al suo primo anno in Italia, dopo una grande carriera universitaria e prima di prolungare una grande carriera europea. Il 27 maggio 1989, Alexis giocò una delle migliori partite della sua carriera segnando 32 punti. Nei minuti conclusivi di una memorabile Gara 5 della finale scudetto, Alexis emerse prepotente sulla scena, un canestro dietro l’altro. L’Olimpia, guidata da McAdoo e Premier, aveva costruito otto punti di vantaggio sull’80-72 prima di incassare un parziale di 8-0 completato da una tripla del capitano della Libertas Livorno, Alessandro Fantozzi. Grande agonista, livornese, una bandiera, reagì a quella prodezza chiamando a raccolta il popolo livornese, a 100 secondi dal potenziale scudetto. L’Olimpia aveva prodotto già il massimo sforzo. “Eravamo vecchi e stanchi, non era uno scudetto che avremmo dovuto vincere”, ammette D’Antoni. Livorno era più fresca, giovane, aveva il fattore campo dalla propria. Ed era il 27 maggio. E fuori dalla bomboniera di Ardenza a Livorno c’erano almeno 30 gradi. Dentro? Molti di più: non c’era l’aria condizionata e il palasport venne riempito oltre ogni limite di capienza. Il pubblico era assiepato persino lungo la linea di fondo.
Quando Bob McAdoo si tuffò per impedire ad Alberto Tonut di segnare due punti facili, la sua scivolata, testa in avanti, come un giocatore di baseball impegnato a raggiungere la base prima della palla, lo portò in braccio a fotografi e tifosi. “Sul momento, non ho realizzato cosa avesse fatto – disse in seguito il povero Franco Casalini, coach di quell’Olimpia – È dopo, rivedendo il filmato, che sono rimasto esterrefatto”. “Non so cosa mi successe, perché un gesto del genere non l’avevo mai fatto neppure nella NBA. Istinto puro”, dice McAdoo.
Fantozzi pareggiò a quota 80. Chiamò a raccolta la sua gente. L’Olimpia era stanca. Il possesso successivo fu una sofferenza. Urtando contro un difensore, McAdoo crollò a terra. Guardò gli arbitri, Belisari e Zeppillo (a quei tempi si chiamava ancora Zeppilli, solo in seguito scoprì che c’era stato un errore di trascrizione all’anagrafe e che il cognome reale si concludeva con la o), implorando una chiamata che non arrivò. La palla finì nelle mani di Premier in uscita da un blocco, in una situazione caotica. Premier segnò da tre punti. L’ultimo canestro della sua carriera milanese.
Con quel canestro di Premier, l’Olimpia tornò avanti 83-80 gelando il palasport di Livorno. Ma Alexis rispose con una punta della scarpa sulla linea dei tre punti: 83-82. Mike D’Antoni, l’uomo di ghiaccio, “perse” Fantozzi su un blocco di Meneghin e segnò da tre punti anche lui. 86-82. D’Antoni due anni prima aveva firmato lo scudetto con lo stesso tiro, solo che quella volta Nando Gentile gli era franato addosso, e lui si era preso i tre tiri liberi decisivi contro Caserta. Ma era Gara 3. Questa era Gara 5. Alexis dunque. Un altro tiro da tre, un altro canestro. Venti punti Premier. Trentadue Alexis. Olimpia avanti di uno. Ultimo possesso. Casalini fece cenno ad Albert King di andare sul cubo dei cambi. Ma non ci sarebbe stato alcun cambio. Nessuno fermò quella partita. Il coach della Libertas, il grande Alberto Bucci, non comandò il fallo anche se era sotto di uno e mancavano 34-35 secondi alla fine (all’epoca il limite di tempo per andare al tiro era trenta secondi). L’Olimpia mise il pallone nelle mani più sicure, quelle di Premier. Ma Premier per una volta sbagliò e Alexis catturò un rimbalzo facile facile.
Mancavano sei secondi alla fine del campionato quando Premier ricevette palla da D’Antoni ed eseguì il tiro. Scattò il meno quattro esatto quando Alexis – con la palla in mano – si voltò alla ricerca di un compagno. Passò la palla velocemente ad Alessandro Fantozzi, che era già a metà campo. Zeppillo, sotto il canestro di Livorno, sprintò verso il versante opposto godendo così di una chiara visione dell’azione e del cronometro collocato in alto alle spalle del tabellone. Il passaggio di Fantozzi per la guardia Andrea Forti fu un passaggio lento, quasi un lob, perché D’Antoni era l’ultimo baluardo della difesa di Milano e potenzialmente in grado di intercettare o deviare il pallone. Fantozzi alzò la parabola rendendo il pallone intoccabile. Forti, un grande contropiedista, era lanciato a canestro, davanti a tutti. Ricevette la palla e andò a segnare in terzo tempo. Meneghin, arrivando da dietro, tentò con McAdoo la stoppata risolutiva. Ma era in ritardo e commise fallo secondo la decisione dell’arbitro Grotti. Quest’ultimo indicò il fallo su Forti ma non decise nulla riguardo il tempo. Non era nella posizione di poterlo fare e difficilmente avrebbe potuto distinguere basandosi solo sulla sirena in un frastuono incredibile. Ma Zeppillo non ebbe dubbi. McAdoo, Meneghin e D’Antoni furono immediatamente coscienti della chiamata favorevole e si precipitarono in spogliatoio, unici ad esultare.
In una situazione di instant-replay dubbi non ce ne sarebbero stati. In una situazione ambientale normale, Zeppillo e Grotti avrebbero spiegato la decisione al tavolo e la partita sarebbe finita lì. Ma nei secondi che seguirono il canestro di Forti, l’Olimpia scappò in spogliatoio, gli arbitri vennero scortati dalla sicurezza, così gli ufficiali di campo. Il parquet diventò territorio di nessuno: Premier, ingenuamente, cercò di capire cosa stesse succedendo e si trovò coinvolto in una rissa senza quartiere, solo contro tutti. Anche Piero Montecchi ebbe problemi a lasciare il campo. Nel frattempo, qualcuno manomise il tabellone elettronico assegnando due punti alla Libertas con il risultato di confondere tutti i presenti. Alexis salì sul canestro a festeggiare. La Rai annunciò il primo scudetto della Libertas. Nello spogliatoio dell’Olimpia nessuno capiva cosa fosse accaduto. Fino a quando Toni Cappellari, il general manager, non si fece largo tra la folla, entrò in spogliatoio e mostrò il referto rosa. Quello riservato alla squadra vincitrice. “Fu la conferma dello scudetto – ricorda Premier – ma era già passata un’ora dalla fine della partita”.
L’Olimpia festeggiò in spogliatoio ma dovette lasciare il palasport di Livorno scortata dalla Polizia. Livorno avrebbe meritato quel titolo almeno quanto Milano, ma quella vittoria – “La partita di cui mi chiedono più spesso insieme a quella con l’Aris”, ricorda D’Antoni – ha sublimato l’anima di quella squadra, dei suoi quasi quarantenni che avevano vinto tutto ma non si adattarono ad accettare una bella, onorevole, sconfitta. Vollero quella vittoria quanto i giocatori di Livorno, che erano alla prima esperienza del genere. Si ribellarono a età, stanchezza, teorico calo di motivazioni, si ribellarono al caldo, all’ambiente, alla tensione, e vinsero una partita ricordata per il canestro fantasma, l’esultanza prematura della Libertas, la rissa a fine gara e troppo poco per la qualità del gioco, la bellezza agonistica dello spettacolo. “E’ una partita che ricordo come avvolta da una nebulosa”, commentò Franco Casalini anni dopo. Per lui che aveva già vinto la Coppa dei Campioni, fu il primo e unico scudetto da capo allenatore. “Quel gruppo di campioni aveva un cuore incredibile. In quel clima, in quella situazione dopo aver perso Gara 4 in casa avrebbero potuto sentirsi comunque in pace con sé stessi. Invece volevano vincere”, ricorda Riccardo Pittis.
L’Olimpia cedette Premier a fine stagione. Acquistò da Cantù Antonello Riva “nel tentativo di prolungare il ciclo, ringiovanendo la squadra con il miglior giocatore italiano del momento”, ricorda Gianmario Gabetti. Ma Riva era un giocatore, mentre quell’Olimpia come gruppo era arrivata a fine corsa. La stagione seguente non riuscì ad essere protagonista in Coppa dei Campioni e in campionato venne eliminata al primo turno. Così, l’impresa di Livorno rappresentò davvero “l’ultimo ballo” di quella squadra fenomenale.

Fonte: olimpiamilano.com
Aggiungi come fonte preferita su Google
Altre notizie
Moses Wright

Olimpia Milano, è fatta per l'arrivo di Moses Wright dal Barcelona

lug 12, 3:45

Moses Wright vestirà la maglia di Olimpia Milano nella prossima stagione. Si chiude l'operazione di cui vi abbiamo parlato già un paio di giorni fa, e che porterà i lungo statunitense a vestire la mag...

Garrison Mathews

Garrison Mathews, chi è la guardia scelta dall'Olimpia Milano

lug 11, 19:00

Con Moses Wright in arrivo, l'Olimpia Milano chiuderà il proprio roster con Garrison Mathews. Dopo sette anni di NBA, la guardia ha scelto di approdare in Europa accettando la proposta del club bianco...

Stefano Tonut

Stefano Tonut rinnova con l'Olimpia Milano: «Grande voglia di ripartire»

lug 11, 10:09

L'Olimpia Milano ha ufficialmente annunciato il rinnovo contrattuale di Stefano Tonut, che si lega al club biancorosso per altre due stagioni. Tonut è arrivato a Milano nell’estate del 2022 dopo sette...

Moses Wright

Moses Wright verso Milano, Barcelona incerto tra farsa e tragedia

lug 11, 8:43

La parabola di Moses Wright a Barcelona si è chiusa prima ancora di cominciare davvero. Il lungo statunitense, 27 anni per 207 centimetri, aveva infatti raggiunto un accordo con il club blaugrana ma,...

Garrison Mathews

Olimpia Milano, ecco la guardia: è vicino Garrison Mathews

lug 10, 12:09

Che avrebbe pescato dagli USA era noto, ma l'Olimpia Milano sembra davvero prossima a definire un accordo con una guardia. Si tratta di Garrison Mathews, 29enne con alle spalle 7 stagioni in NBA. Seco...

Ousmane Diop

Olimpia Milano, ufficiale il rinnovo di Diop: "Continuiamo a scrivere la grande storia di questo club"

lug 10, 10:20

L'Olimpia Milano ha annunciato di aver raggiunto un accordo per un’estensione pluriennale del contratto di Ousmane Diop.  “Rimanere all’Olimpia era quello che volevo e che ho sempre desiderato. Sono f...

Moses Wright

L'Olimpia Milano lavora per il colpo Moses Wright: trattativa avanzata

lug 10, 7:15

È saltato quasi ufficialmente l'arrivo al Barcelona di Moses Wright, come anticipato da Sport. Nelle scorse settimana il giocatore aveva confermato il suo accordo con il club spagnolo, ma il cambio ne...

Shavon Shields

Olimpia Milano e Shavon Shields, è davvero finita: il saluto del club

lug 09, 15:18

Si chiude ufficialmente la storia d'amore di Shavon Shields e dell'Olimpia Milano. Dopo sei anni lo statunitense di passaporto danese lascia il club biancorosso e l'Italia, con il Fenerbahce prossima...

Marco Ramondino

Olimpia Milano, ecco Marco Ramondino nello staff di Peppe Poeta: "Un grande onore"

lug 09, 11:25

Marco Ramondino entra ufficialmente in Olimpia Milano. Prima grande novità per il coaching staff di Peppe Poeta, con il tecnico avellinese che entrerà a far parte dello staff di assistenti con un cont...

Peppe Poeta

Olimpia Milano, Peppe Poeta fa il punto sul mercato: «Ci servono ancora due giocatori»

lug 08, 17:03

Il coach dell'Olimpia Milano Peppe Poeta ha parlato a Skweek. Il tecnico biancorosso, che si appresta a iniziare la prima stagione da capo allenatore dell'Olimpia dopo essere subentrato a Ettore Messi...

Ultimi commenti
Fritzcarraldo
Ora che è arrivata l'ufficialità si può solo gioire per quello che sulla carta è davvero un gran colpo:giocatore più completo di Nebo sul fronte offensivo anche se meno straripante dal punto di vista fisico,Wright potrà giocare anche da post alto o basso spalle a canestro,oltre che chiudere i giochi da pick and roll (il tiro dai 4 metri non gli è precluso avendo mano delicata,ricordo distintamente diversi tiri da tre realizzati in situazioni di fine 24 secondi..)In difesa equivale il predecessore nella protezione del ferro,entrambi non dei fenomeni per ciò che riguarda il senso della posizione ma ottimi rimbalzisti in virtù delle doti fisiche;Moses veloce di piedi quanto basta per gli show ed i cambi lontano dal canestro (cosa che auspico si possa vedere il meno possibile,basta cambi sistematici,scivolare sopra o sotto il blocco e tenere il proprio attaccante Peppe,se no si va sempre in difficoltà).In definitiva secondo me con Wright arriva un giocatore più completo di Nebo,sostanziale upgrade.Due considerazioni sulla squadra che,se verrà confermato l'arrivo di Mathews,appare completata.Abbiamo 15 giocatori che per praticità schematica possiamo suddividere in 5 gruppetti di ruolo.Playmaker:Flaccadori,Thompson,Cole.Guardie:Hall,Bolmaro,Tonut.Ali piccole:Guduric,Burnell,Mathews.Ali grandi:Ricci,Peters,Akele.Centri:Diop,Wright,Booker.Rispetto alla passata stagione la squadra sembra più bilanciata e coperta nella varie posizioni ma con meno solisti ingrado di risolvere le partite punto a punto cavalcando i giochi rotti.Penso che Poeta voglia far correre molto ,sfruttando anche una solidità difensiva che sulla carta sembra molto migliore,soprattutto negli esterni,rispetto alla stagione passata.Andremo dunque di transizioni veloci e di flusso,innescando volta per volta gli attacchi al ferro o il tiro dalla distanza a seconda delle opportunità che concederà la difesa avversaria.Sulle difese schierate potremmo avere i problemi maggiori avendo meno chiavi di classe per aprire le casseforti ma mi auguro si possano trovare movimenti con e senza palla che riescano a creare corridoi o tiri aperti dal perimetro.Un'ultima nota conclusiva:15 giocatori ad inizio stagione possono bastare se non ci saranno problematiche legate agli infortuni sopra la media (cosa purtroppo sempre avvenuta all'Olimpia negli ultimi anni come sappiamo),ci sarebbe comunque margine ,anche con i visti,per intervenire in caso di emergenza sapendo che le prese a stagione in corso non sono mai completamente risolutive(anche qui abbiamo esperienza..).Poeta dovrà essere bravo a sfruttare il potenziale dei suoi giocatori alternandoli e gestendone le energie,mi sembra sufficientemente maturo per capire che le sue dichiarazioni appena promosso ("Io ruoto a 8/9 giocatori perchè non voglio togliere ritmo a chi va in campo")sono fantascienza per una squadra che deve affrontare una stagione da 80 partite.
lug 12, 9:50
0
0
Fritzcarraldo
Ci sono da ricostruire tutti gli equilibri di squadra avendo sostanzialmente cambiato tutto il quintetto base.Di Mathews so attraverso le note dei vari siti e attraverso qualche filmato(quello qui postato in effetti non dirime i dubbi,regualarseason Nba tipo allenamento al campetto,difese molli molli,lui che tira da metà campo...il ragazzo dovrà ambientarsi ai ritmi agonistici europei,altra incognita): mi pare di poter dire che abbia una discreta meccanica di tiro parecchio personalizzata (tira da nove metri cadendo un poco in avanti)potrebbe essere un neo Billy Baron per la squadra milanese(come efficacia intendo,Billy molto più plastico e bello da vedere)anche con una maggiore stazza fisica che magari potrà convertire in una certa solidità difensiva perimetrale.Specialista tiratore avrà il compito di aprire le difese dalla distanza e creare spazi per le penetrazioni dei compagni più dinamici:penso che Poeta a questo punto voglia utilizzare come penetratori al ferro Hall,Cole e Bolmaro,parzialmente Guduric.Il convento questo ha passato ma non c'è motivo per eccedere nel pessimismo,ripeto ,tutto andrà amalgamato e ricalibrato viste le tante novità (spero anche tattiche).Sulla carta in attacco potrebbero mancare una dozzina di punti di media rispetto alla scorsa stagione recuperabili con un miglior coinvolgimento di Guduric - atteso da un'annata migliore secondo me,senza estate in nazionale,ambientamento e piccoli fastidi fisici della scorsa pre season- con Hall e Cole chiamati a contribuire in modo sostanziale al bottino complessivo.Resta il problema del go to guy,persi Shields e Brooks diventa difficile individuare chi o coloro potranno farsi carico dei tiri decisivi nelle gare punto a punto e nei finali sincopati:si andasse di soluzioni collettive anche lì ,con cinque giocatori ugualmente pericolosi,coinvolti e convinti delle proprie capacità,si potrebbero avere delle piacevoli sorprese per i tifosi (a Shields si vuole un bene dell'anima ma certi infiniti palleggi a tre secondi dal termine senza cavare magici conigli dal canestro ce li ricordiamo tutti..)
lug 11, 19:32
1
0

Loading