Con Moses Wright in arrivo, l'Olimpia Milano chiuderà il proprio roster con Garrison Mathews. Dopo sette anni di NBA, la guardia ha scelto di approdare in Europa accettando la proposta del club biancorosso.
Chi è Mathews, la guardia scelta da Milano
Uscito dalla Lipscomb University, college dell'Atlantic Sun Conference. Un piccolo ateneo, questo ne ha certamente limitato la visibilità mediatica. Non chiamato al Draft del 2019, è riuscito però a costruirsi una carriera NBA grazie alle ottime impressioni lasciate nei workout pre-Draft. Un contratto two-way con i Wizards dell'allora coach Scott Brooks lo ha lanciato nel basket professionistico.
Tanta GLeague nel primo anno, nel secondo è entrato a far parte delle rotazioni di Washington prima del passaggio a Houston, dove nel 2021/22 ha chiuso l'annata con 10 punti di media in ben 26.3 minuti di media con un super 36% da tre punti. Poi tre anni a Atlanta, sempre intorno ai 15 minuti di media, e quindi Indiana, con 5.2 punti in 13.1 minuti con il 37% da tre nel 2025/26.
Una meccanica di tiro pulita e una mentalità da underdog
Un rilascio da tiratore vero, con sempre una spinta e una ricaduta in avanti. Apprezzato, come detto, da Scott Brooks. "Non si scherza con un tiratore che ha il 40% da tre", disse l'allora coach dei Rockets nel 2021 quando decise di puntare sul giocatore (in quella occasione era compagno di squadra di Armoni Brooks, per altro).
"La gente non capisce quanto sia difficile tirare quando qualcuno ti sta sotto. Ma a G-Bird non importa", le parole, anni dopo, di Dyson Daniels, suo compagno di squadra a Atlanta. "Fa un salto di tre metri in avanti quando tira. Lascia semplicemente che la palla voli."
Una voglia matta di vincere. "Odio perdere. Non lo sopporto... E non mi importa se sto giocando contro LeBron o, diavolo, se sto giocando a cornhole nel mio giardino. Non lo sopporto", dice Mathews. Che oltre a essere un eccellente tiratore, ha anche una size importante per il ruolo, soprattutto per l'Europa. Si parla infatti di un 196cm per quasi 100kg, in grado quindi di tenere i contatti.
L'infortunio e l'ultimo contratto NBA con i Pacers
Nell'autunno del 2025 Mathews firmò un contratto per il training camp con i New York Knicks, ma il posto a roster andò infine a Landry Shamet. Per il tiratore statunitense iniziò così un nuovo periodo di grande difficoltà: tornò in Tennessee e rimase per settimane senza squadra, senza nemmeno la possibilità di allenarsi regolarmente in situazioni di cinque contro cinque.
Una condizione particolarmente penalizzante per un giocatore che basa il proprio rendimento sul ritmo, sul timing e sulla continuità delle ripetizioni al tiro. Come confermato dallo stesso, ritrovare la forma non è stato facile.
Tra novembre e dicembre 2025, è arrivata la chiamata di Indiana. Nel primo contratto da dieci giorni prestazioni sottotono, poi una prestazione da 15 punti contro Cleveland ha portato a una seconda chance. "A dire il vero, sono rimasto un po' sorpreso perché non ho giocato bene nei primi 10 giorni. Ma alla fine il mio tiro entrerà, e finché riuscirò a tenere testa agli avversari in difesa e a cercare di fermarli, poi anche il mio tiro migliorerà."
L'eredità di Armoni Brooks
Armoni Brooks e Garrison Mathews sono due giocatori inevitabilmente diversi. E qui sorgono quei leciti dubbi di luglio. Mathews non ha la stessa capacità di attaccare dal palleggio il difensore, e nella nuova Olimpia è un profilo che manca. Mathews sostituisce Brooks numericamente nello scacchiere dei tiratori, ma cambia radicalmente le caratteristiche del perimetro di coach Peppe Poeta.
È anche però vero che c'è stata una rivoluzione, la squadra è stata di fatto trasformata e ha nuove dinamiche e bilanciamenti. Brooks è esploso, si è preso tre titoli di MVP in una stagione, e ha dimostrato di essere una delle guardie più pericolose di EuroLeague. In una Olimpia limitata ai soli Ellis e Mannion in cabina di regia.
Per Mathews la situazione sarà diversa, a partire dal fatto che ci sono un Cole e un Thompson in più.
Come chiunque venga dalla NBA e alla prima esperienza in Europa, dovrà passare da un sempre temuto periodo di adattamento per un basket comunque differente.
Non si tratta di un creatore dal palleggio, a meno che non si riscopri tale, ma più di un giocatore efficace sugli scarichi. La sua presenza in campo però permette di allargare il campo, essendo un pericolo in transizione.
Senza dimenticare che cattiveria agonistica e abnegazione difensiva sono due caratteristiche importanti per un giocatore che ha scelto di approdare per la prima volta dall'altra parte dell'oceano.
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