Curva Nord Trieste a Matiasic: «La città ha bisogno di un gesto concreto, di parole chiare dette da lei»
Interviene la Curva Nord Trieste in merito alle indiscrezioni che si rincorrono sul futuro della Pallacanestro Trieste ed i piani per Roma del presidente Paul Matiasic. Tanta preoccupazione per il futuro della società, con anche l'intervento nelle scorse ore del governatore Fedriga. Il gruppo organizzato dei tifosi biancorossi, in un lungo comunicato - di seguito integrale - parla direttamente a Matiasic, sottolineando come il tentativo di spegnere queste indiscrezioni "con quella nota stampa è stato come cercare di salvare un tir in fiamme con un piccolo estintore [...]. La città ha bisogno di un gesto concreto, di parole chiare dette da lei".
Di seguito il comunicato integrale:
"Salve Presidente,
ci ha chiesto di "farne parte”.
E noi abbiamo risposto di sì, in 4723, mai così tanti in cinquant’anni di storia.
Di media siamo in 5639, i secondi in tutta Italia, ci hanno detto.
Sa, a noi in realtà non interessa granché di questi numeri: perché a noi basta esserci, sempre, tifare i nostri colori, tanti o pochi, sempre per infinito amore verso la Pallacanestro Trieste. Ma capiamo che queste sono le cose che la rendono orgoglioso e ne ha ben donde.
Lei è riuscito a toccare le corde giuste, portando, nell’anno del cinquantenario, un entusiasmo mai visto da queste parti, il sogno di poter girare l’Europa seguendo i nostri colori, ma soprattutto ha assicurato quello che poche volte abbiamo avuto in questi anni: la stabilità e la certezza di esserci, di non aver quella paura di che cosa succederà a fine anno, la possibilità di poter sognare di arrivare anche noi lassù tra le grandi e potercela giocare con tutti.
Certo, magari si sbaglia qualche scelta, qualche decisione, ma ci sta. A noi andava bene tutto: se non è quest’anno, sarà quello dopo o quello dopo ancora, tanto “ne facciamo parte” e ci saremmo arrivati insieme, perché la fiducia se l’era meritata in questi 18 mesi, certamente con i risultati, ma anche con tutto il contorno, con quello che sta fuori.
Sicuramente qualcuno le avrà raccontato la storia della Pallacanestro Trieste di questi 50 anni: i tanti momenti belli, le promozioni, le vittorie... ma anche gli anni bui, la fuga di Stefanel, le retrocessioni, il fallimento, l’ascesa e la discesa dell’epoca Alma, i salvataggi rocamboleschi sottoscrivendo abbonamenti a scatola chiusa o acquistando magliette.
Sono più gli anni che abbiamo pianto e sofferto piuttosto di quelli in cui abbiamo riso e gioito e, proprio per questo, a maggior ragione con lei abbiamo scelto di “farne parte”.
Ora, in questo contesto, potrà facilmente capire che colpo al cuore sia stato leggere le notizie che hanno iniziato a rimbalzare da tutte le parti su un possibile trasferimento del titolo sportivo a Roma.
In un momento ci è caduto il mondo addosso, ogni generazione di tifosi ha rivissuto il proprio dramma, la propria delusione, il momento esatto in cui il sogno si è infranto.
Di nuovo no, sarebbe durissimo da digerire, proprio quest’anno, l’anno del cinquantenario, l’anno che una città intera ha deciso di “farne parte”.
Abbiamo atteso, speranzosi, che alzasse il telefono e rimettesse tutto e tutti al loro posto, rassicurando una città in fibrillazione, ma purtroppo questo non è successo con le tempistiche indispensabili per fermare il fuoco che, in 24 ore di silenzio, si è alimentato ed è diventato incontrollabile.
Il tentativo di spegnerlo con quella nota stampa è stato come cercare di salvare un tir in fiamme con un piccolo estintore.
Comprendiamo che dalla parte opposta dell’oceano avere una percezione reale delle cose e il polso della situazione in tempo reale diventa complicato, unito magari a un modo di comunicare che, certe volte, abbiamo fatto fatica a capire.
Per questo motivo oggi vogliamo farle sapere noi come stanno le cose: la città ci è rimasta male, le istituzioni che tanto l’hanno appoggiata sono dubbiose, qualcuno non è più così sicuro di “farne parte” ed è un gran peccato che si incrini qualcosa solo per voci e illazioni.
È un peccato leggere che “la società non ritiene di dover rispondere” perché in “famiglia” e quando “fai parte” di qualcosa, se nascono dei problemi o girano brutte voci, ci si chiarisce, ci si parla, ci si confronta e si trova la soluzione.
La città ha bisogno di un gesto concreto, di parole chiare dette da lei.
Se “ogni affermazione che conduca a ritenere che Trieste, in futuro, non avrà una pallacanestro di alto livello è destituita di ogni fondamento”, noi saremo al suo fianco e aiuteremo a far tacere malelingue e detrattori, ma ce lo deve dire chiaramente che dal sindaco di Roma a parlare del passaggio del titolo sportivo nella capitale non c’è mai andato.
Può ancora tornare tutto come prima e da domani possiamo ricominciare a pensare come arrivare il più in alto possibile ai play-off, a come vincere il derby o a tentare di espugnare Praga e sognare ancora la BCL. Perché siamo appena a febbraio e fino a giugno può essere ancora tutto bellissimo, ma anche una lenta agonia... Ora dipende tutto da lei!
La gente di Trieste è sempre qua, pronta a farne “sempre parte”.
Curva Nord Trieste".