La WNBA respinge la proposta di accordo collettivo delle giocatrici

18.02.2026 14:44 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
La WNBA respinge la proposta di accordo collettivo delle giocatrici

Il confronto tra WNBPA e WNBA resta acceso mentre si avvicina la data prevista per l’inizio della stagione. Il sindacato delle giocatrici ha presentato una nuova proposta, ridimensionando le richieste iniziali: dal 31% dei ricavi lordi e un salary cap da 10.5 milioni si è passati al 27.5% e a un tetto salariale di 9.5 milioni per il primo anno della nuova CBA. Un passo indietro che però non ha convinto la Lega, soprattutto sul tema dell' housing, da sempre uno dei nodi centrali. La WNBPA chiede che l’alloggio resti garantito almeno nei primi anni della nuova convenzione, mentre la WNBA propone soluzioni più limitate, riservate alle giocatrici con salari minimi o senza esperienza. La Lega ha definito la proposta “irrealistica”, sostenendo che comporterebbe perdite per centinaia di milioni e ricordando che la propria offerta prevede una redistribuzione del 70% dei ricavi netti, pari a meno del 15% dei ricavi lordi.

Secondo la WNBA, l’impatto economico della proposta sindacale sarebbe di 460 milioni di dollari, una cifra contestata da fonti vicine alle trattative che parlano di calcoli influenzati dai costi di espansione. La Lega, dal canto suo, propone un salary cap di 5.65 milioni, variabile in base ai ricavi, e sottolinea le concessioni già inserite: due posti aggiuntivi nei roster, tutele per le giocatrici in gravidanza e l’eliminazione dei test per la marijuana. Il tempo stringe e le parti restano distanti, mentre l’8 maggio – data auspicata per la ripresa – si avvicina rapidamente (qui tutte le principali scadenze della stagione 2026). La sensazione è che il braccio di ferro entrerà ora nella fase decisiva, con la necessità di trovare un equilibrio che garantisca sostenibilità economica e diritti adeguati alle atlete.