L'ascesa dei Detroit Pistons capolisti sorprende anche J.B. Bickerstaff
La rinascita dei Detroit Pistons è una delle storie più sorprendenti della NBA recente: nel giro di due stagioni la franchigia è passata dall’ultimo posto della Eastern Conference al primo, un salto che ha superato persino le aspettative di J.B. Bickerstaff. Il coach, arrivato a Detroit poco dopo l’addio a Cleveland, ha riconosciuto come la svolta sia iniziata con la scelta del proprietario Tom Gores di affidare la presidenza delle operazioni a Trajan Langdon nel 2024. Da lì, una serie di mosse mirate ha permesso di costruire un gruppo giovane, profondo e con margini di crescita evidenti. «Sapevo che c’era tanto potenziale, ma non avrei immaginato che un anno e mezzo dopo saremmo stati primi in classifica e allo stesso tempo impegnati nell’All-Star Game» ha raccontato Bickerstaff, sottolineando la totale fiducia nella visione di Langdon e nella sua capacità di modellare un roster competitivo attraverso interventi “piccoli ma decisivi”.
Nonostante il primato a Est e un rendimento che ha sorpreso l’intera lega, Bickerstaff mantiene un approccio prudente, evitando di parlare apertamente di obiettivi come il titolo. La filosofia è chiara: concentrarsi sul lavoro quotidiano, sulle micro-tappe che costruiscono identità e continuità. «Siamo focalizzati sul processo, sul migliorare oggi. Guardare troppo avanti crea solo sbalzi emotivi inutili» ha spiegato il coach, convinto che restare nel presente sia la chiave per mantenere stabilità e crescita costante. Detroit, insomma, non vuole bruciare le tappe: il risultato finale è sotto gli occhi di tutti, ma la vera forza dei Pistons sembra essere la capacità di non lasciarsi travolgere dall’entusiasmo, continuando a costruire passo dopo passo una delle realtà più intriganti della stagione NBA. Con 40 vittorie e 13 sconfitte alla data odierna (.755), Detroit è capolista nella Eastern e precede nella classifica assoluta i campioni 2025 di OKC che hanno messo insieme 42 vittorie e 14 sconfitte (.750), che hanno giocato tre partite in più, nella Western Conference.