Celtics, Jaylen Brown: "Essere secondi a Est sorprende anche me"
Non perde l'occasione Jaylen Brown per rivendicare con orgoglio il percorso dei Boston Celtics, capaci di restare competitivi nonostante l'infortunio di Tatum, le mosse estive e di trade deadline pensate per alleggerire il monte salari. In un contesto che molti avevano definito “anno di transizione”, l’esterno biancoverde sottolinea come la squadra abbia superato ogni previsione, ritrovandosi con il quarto miglior record dell’intera NBA (35w-19l) ad inseguire nella Eastern Conference la capolista rivelazione Detroit Pistons. «Sapevo che saremmo stati solidi, ma essere secondi a Est è qualcosa che sorprende anche me» ha raccontato a Noa Dalzell of CelticsBlog.com., rimarcando quanto il gruppo abbia saputo trasformare scetticismo e aspettative ridotte in motivazioni quotidiane.
Per Brown, il valore di questa stagione sta proprio nell’aver ribaltato una narrativa che dava Boston in fase di attesa, quasi sospesa. «Tutti parlavano di gap year, ma non si passa da un anno di transizione a una top five della lega senza riconoscere quanto sia significativo» ha ribadito. Un messaggio chiaro, che fotografa l’identità dei Celtics: niente proclami, solo lavoro costante, crescita interna e una competitività che ha sorpreso anche chi, come Brown, credeva già nella solidità del progetto. E lasciando una viva sensazione che, quando il campionato entrerà nella fase calda dei playoff, i Celtics avranno la possibilità di dire la loro fino in fondo.