Porzingis per cambiare i Warriors: De'Anthony Melton lo paragona a Wembanyama
Golden State vede in Kristaps Porzingis la chiave per cambiare la geometria del proprio attacco, un innesto che secondo De’Anthony Melton può creare gli stessi incubi tattici generati da Wembanyama a San Antonio. Il paragone non è casuale: un lungo da 2.21 capace di aprire il campo fino ai 7,50, punire i cambi e diventare un bersaglio naturale nei pick‑and‑pop rappresenta esattamente il tipo di mismatch che i Warriors cercavano. La scelta di sacrificare Jonathan Kuminga e Buddy Hield per arrivare al lettone, insieme alla cessione di Trayce Jackson‑Davis per ottenere flessibilità, racconta una strategia precisa: ricostruire il roster senza toccare il controllo sulle prime scelte fino al 2032, mantenendo competitività immediata attorno a Stephen Curry.
Tutto questo si potrà apprezzare e validare ufficialmente con la ripresa delle partite di stagione regolare dopo l'All Star Weekend. Porzingis, fermo per un problema al tendine d’Achille ma vicino al rientro, porta in dote numeri che spiegano da soli il suo impatto: 17.1 punti, 5.1 rimbalzi e 2.7 assist in stagione, con il 36% dall’arco, e una carriera da quasi 20 punti di media. In un contesto dove l’assenza di Jimmy Butler aumenta il peso del frontcourt e dell’efficienza a metà campo, la sua presenza può diventare un’ancora offensiva fondamentale. Quando le difese raddoppiano Curry, avere un "7‑foot‑3" capace di tirare sopra chiunque costringe gli avversari a scelte diverse, aprendo linee di penetrazione per Melton e Podziemski. La variabile resta la salute: nel 2024/25 in maglia Celtics il lettone ha giocato solo la metà delle partite e nell'attuale stagione con quella di Atlanta è andato a referto appena 17 volte. Ma se Porzingis dovesse trovare continuità, Golden State potrebbe aver davvero cambiato volto nel momento più delicato della stagione.