Il Consiglio di Stato respinge ricorso del Monaco: 2.5 milioni o esclusione dei playoff
Brutte notizie sul fronte amministrativo per l’AS Monaco. Il Consiglio di Stato francese ha infatti respinto il ricorso presentato dal club del Principato contro la Luxury Tax imposta dalla LNB, confermando l’obbligo di versare 2,25 milioni di euro oppure affrontare l’esclusione dai playoff. La società monegasca aveva avviato l’azione legale alla fine del 2025 chiedendo l’annullamento della misura per presunto “eccesso di potere” e reclamando anche un risarcimento di 60.000 euro nei confronti della Ligue Nationale de Basket. Tuttavia, nella seduta del 12 febbraio, la più alta giurisdizione amministrativa francese ha rigettato integralmente la richiesta.
Il club, finalista di EuroLeague, contestava nello specifico la decisione del Comitato Direttivo della LNB del 5 marzo 2025, che aveva modificato i criteri di calcolo della Luxury Tax per le tre stagioni successive. Monaco sosteneva che la lega avesse oltrepassato le proprie competenze, ma il Consiglio di Stato ha respinto la tesi basandosi su tre punti principali. In primo luogo, è stato richiamato l’articolo L.131-16 del codice dello sport francese, secondo cui «le federazioni delegatarie stabiliscono i regolamenti relativi alle condizioni giuridiche, amministrative e finanziarie alle quali devono rispondere le associazioni e le società sportive per essere ammesse a partecipare alle competizioni che organizzano. Essi possono contenere disposizioni relative al numero minimo di atleti formati localmente nelle squadre partecipanti a tali competizioni e all’importo massimo, relativo o assoluto, della somma delle remunerazioni versate agli sportivi da ciascuna società o associazione sportiva». In sostanza, la LNB è stata ritenuta pienamente legittimata a introdurre e regolare questo tipo di contributo finanziario.
Il Consiglio di Stato ha inoltre stabilito che nulla impediva al Comitato Direttivo della lega di modificare autonomamente i propri regolamenti. Infine, i giudici hanno chiarito che la promessa contenuta nella lettera del 5 settembre 2023 - nella quale Philippe Ausseur e Fabrice Jouhaud assicuravano al presidente Fedorychev di aver «rivisto le modalità di calcolo con l’obiettivo di non vedere questo contributo aumentare in maniera sproporzionata nel corso degli anni» e di aver «accettato (la sua) richiesta di allineare l’applicazione del contributo finanziario all’attuale mandato, cioè fino alla stagione 2025/2026» - non aveva alcun valore giuridico. Secondo la sentenza, tale impegno eccedeva le competenze dei due dirigenti, poiché solo il Comitato Direttivo ha il potere di fissare i regolamenti, e nessun club, Monaco compreso, può vantare un diritto acquisito al mantenimento invariato delle norme.