Alperen Sengun trascina Houston sul campo dei Pacers
In una notte in cui l’assenza di Kevin Durant per un problema alla caviglia sembrava togliere peso specifico ai Rockets, Alperen Sengun ha deciso che il palcoscenico sarebbe stato tutto suo. Il centro turco ha messo insieme una prova monumentale da 39 punti, 16 rimbalzi e 5 assist in appena 35 minuti, costruita con 13/25 dal campo e un impressionante 13/18 ai liberi, trasformando ogni contatto in area in un’opportunità concreta. Houston ha vissuto della sua aggressività vicino al ferro, dei rimbalzi offensivi e della capacità di tenere costantemente la pressione sulla difesa dei Pacers, fino a piegarla nei momenti chiave. Dall’altra parte, Indiana ha provato a rispondere con l’arsenale di Pascal Siakam (27 punti) e l’energia dalla panchina di Bennedict Mathurin (25 punti), affidandosi molto di più alla circolazione di palla e alla pericolosità dall’arco per restare agganciata al punteggio.
Il risultato è stata una partita a lungo in equilibrio, fatta di sorpassi e contro-sorpassi, con lo scarto quasi sempre sotto la doppia cifra e la sensazione che bastasse un piccolo parziale per spostare definitivamente l’inerzia. Quel parziale è arrivato nel quarto periodo, quando un 12-2 ha spinto i Rockets fino al +8 a 5' dalla fine, apparentemente la spallata decisiva. I Pacers però non hanno mollato, rientrando rapidamente a un solo possesso e rimettendo tutto in discussione, prima di sbattere contro il muro fisico eretto da Houston sotto i tabelloni. Il vero riassunto della sfida sta proprio lì: nei rimbalzi offensivi di Amen Thompson, Jae’Sean Tate, lo stesso Sengun e Jabari Smith Jr. negli ultimi giri di lancette, che hanno costretto la squadra di Rick Carlisle a inseguire sempre un tempo di gioco in ritardo fino al 114-118 conclusivo. Ogni seconda opportunità è diventata un colpo al fiato di Indiana, e il 31/37 complessivo dalla lunetta ha certificato come i Rockets abbiano saputo monetizzare al massimo falli subiti e lotta a rimbalzo.