«La NBA non è Babbo Natale»: l'analisi di Ettore Messina sul futuro del basket europeo

15.01.2026 18:46 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
«La NBA non è Babbo Natale»: l'analisi di Ettore Messina sul futuro del basket europeo
© foto di Arioli / Ciamillo

Il futuro della pallacanestro nel Vecchio Continente è a un bivio, stretto nella morsa tra le ambizioni dell'Eurolega e l'ombra sempre più lunga della NBA, che punta a espandere la sua influenza in Europa insieme alla FIBA. In questo scenario di incertezza, dove si dibatte costantemente sulla necessità di una soluzione comune tra le grandi potenze cestistiche, si inserisce l'analisi lucida di Ettore Messina. Intervenuto nel podcast Hoop Genius, l'ex coach dell'Olimpia Milano ha messo subito in chiaro le criticità legate ai ritmi insostenibili dell'attuale sistema: "Stiamo attraversando anni complicati a causa della mancanza di accordo tra Eurolega e FIBA sui calendari delle nazionali. I giocatori hanno un numero enorme di partite e le statistiche mostrano chiaramente che gli infortuni aumentano di stagione in stagione. Raramente si hanno più di due giorni tra una partita e l'altra, e paghiamo a caro prezzo questa mancanza di allineamento".

Ma se il calendario piange, i bilanci non ridono. L'analisi di Messina si sposta poi sulla fragilità economica del sistema europeo, che si regge quasi esclusivamente sul mecenatismo o sui profitti del calcio, un modello che rischia di collassare senza una vera riforma strutturale. "Abbiamo un problema enorme sul lato business. Penso che forse una o due squadre in Europa operino senza perdite" ha spiegato Messina con estremo realismo. "Tutti gli altri perdono denaro, che viene coperto da polisportive con forti club calcistici, come Real Madrid, Barcellona o Fenerbahçe. Tutte quelle entrate dal calcio permettono loro di avere squadre di basket. Considerate che i grandi budget del basket, dai 30 ai 35 milioni di euro, corrispondono probabilmente al costo di un centrocampista nel calcio, oppure ci sono famiglie come i Giannakopoulos, Armani o i fratelli proprietari dell'Olympiacos, gente che ama la pallacanestro. Questo modello non può durare, alla fine si capirà che è troppo costoso perdere soldi ogni anno".

La soluzione, secondo Messina, non sta nel chiudere le porte a nessuno, ma nel cercare una sinergia intelligente con il modello americano, senza però farsi illusioni su salvatori esterni. Serve pragmatismo per salvare il prodotto europeo: "Non dico 'no' né all'Eurolega, né a un passaggio all'NBA, o viceversa. Sarebbe fantastico trovare un accordo e garantire che si giochi a basket con un piano più sostenibile, con ricavi migliori e contratti TV più ricchi. Penso che la strada razionale sia combinare il know-how della NBA con il nostro prodotto, che è il nostro valore più grande, perché le partite sono interessanti da guardare e non dobbiamo perdere questo aspetto". Il coach ha poi concluso con un monito chiaro a tutto l'ambiente: "A un certo punto si pensa all'arrivo della NBA e magari si spera che trovino una soluzione e garantiscano contratti migliori per tutti, ma non sono Babbo Natale. La cosa più importante è che tutti si siedano al tavolo e trovino un accordo".