Gli Americani del Maccabi Tel Aviv bloccati in albergo... a Dubai
Il Maccabi Tel Aviv era stata l’unica società israeliana ad aver agito con largo anticipo prima dell’attacco iraniano, organizzando l’evacuazione dei propri giocatori stranieri ancora prima che la situazione degenerasse. Tuttavia, quella che doveva essere una scelta prudente si è trasformata in un problema inatteso: come riportato da Sports Channel, gli stranieri gialloblù si trovano ora a Dubai, che a sua volta è finita sotto attacco missilistico iraniano.
L’idea iniziale del club era semplice: mettere i giocatori al sicuro in una destinazione considerata stabile, confortevole e logisticamente favorevole. Il CEO Avi Bental e il team manager Ami Biton avevano pianificato tutto in anticipo, anche grazie ai rapporti consolidati con Dubai, dove il Maccabi aveva già programmato un torneo prestagionale e dove lo sponsor “Rapid” intrattiene relazioni strette con le autorità locali. Tutto lasciava pensare a un trasferimento tranquillo e ben organizzato.
Nessuno, però, aveva previsto che anche Dubai sarebbe diventata un bersaglio. L’ex Maccabi e Hapoel Gerusalemme Jaylen Adams, presente negli Emirati per motivi personali, ha scritto sui social: «Ho passato la notte più spaventosa della mia vita». Nel frattempo, il club israeliano sta cercando soluzioni alternative per spostare i giocatori verso un’altra destinazione sicura. Giovedì è in calendario la sfida di Eurolega contro l’Hapoel Tel Aviv, che non potrà ovviamente disputarsi in Israele e che, secondo alcune ipotesi, potrebbe essere spostata a Belgrado. La situazione potrebbe avere ripercussioni anche sulla squadra di Dubai, anch’essa impegnata in Eurolega. Martedì la dirigenza della competizione si riunirà per discutere la gestione delle squadre israeliane in Europa, ma le decisioni potrebbero coinvolgere anche Dubai, che si trova ora “nella stessa barca” dal punto di vista della sicurezza e della logistica.