Esclusiva PB

A2 F - Sara Ronchi :"Io voglio vivere di basket"

La giocatrice in forza all'E-Work Faenza sta affrontando l'ennesimo rientro in campo dopo un infortunio al crociato. Il terzo in quattro anni
20.02.2026 09:00 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
A2 F - Sara Ronchi :"Io voglio vivere di basket"

Sara Ronchi lei a quasi 23 anni ha già avuto tre rotture del crociato, come sta adesso?
"In fiducia. Sono rientrata in campo da un mesetto e sto cercando la miglior condizione fisico.-atletica. Devo dire che per ora le cose vanno bene, mi sento bene, meglio rispetto alle altre due volte perchè sento di avere un pò meno paura"

Appunto a 23 anni, tra un mese circa, chi glielo fa fare di ricominciare tutto da capo?
"Diciamo che non è proprio tutto da capo perchè ho esperienza in questo tipo di situazioni, quindi so cosa devo fare. Nell'ultimo anno sono stata seguita da Gigi Sepulcri e quando andavo da lui, facevo tutto da sola, esercizi e quant'altro, avendo tutto in mente. Io sono una testa dura, non sarà questo a fermare o spegnere la mia voglia di giocare a basket. Perchè io voglio vivere di basket. Quando fai sport sai che ci possono essere gli infortuni e ammetto che dopo il secondo incidente, ho pensato per un attimo di mollare tutto. Ma è stato un attimo e mi sono buttata nel recupero e nel lavoro come se non ci fosse un domani. Leggerezza? Sì, c'è anche un pò di quella, per fortuna".

In una intervista di qualche anno fa, alla domanda "difetti?" lei ha risposto "Sono arrogante". E' vero ed è ancora così?
"Sono molto migliorata. Prima, quell'intervista risale a quando avevo 19 anni, lo ero. Un pò. In campo, in allenamento, avevo degli atteggiamenti da persona spocchiosetta, cose che davano fastidio alle mie compagne ed a chi mi stava intorno. Quando ho capito che davano fastidio anche a me, mi sono messa a lavorare anche su quello ed oggi non lo direi più. Anche quello che mi è capitato mi ha aiutato in questo percorso, perchè io sono una che pretende molto a cominciare da me stessa"

Gli infortuni e tutto quello che si sono portati dietro hanno cambiato il suo mondo?
"No. In tre anni su quattro che sono stata ferma per recuperare ho avuto la fortuna di rimanere nel contesto della squadra ed essere una di loro, ad Udine come qui a Faenza. Ho fatto un pò di cose per stare vicino alla squadra ed allo staff tecnico per non perdere il contato con il mio mondo e con quello che voglio essere. Ho trovato persone straordinarie che mi sono state accanto e vorrei ringraziarle tutte. Fare qualcosa per il gruppo mi ha aiutata anche a capire meglio il gioco. Almeno spero..."

Dove, oltre che dentro sè stessa ha trovato la forza di andare avanti?
"Ho perso mia mamma quando avevo 14 anni. Lei è stata la prima a consigliarmi di provare a giocare a basket e mi ha sempre sostenuto. Lei è un punto di riferimento che ancora oggi sono certa che continua a seguirmi"

Ha già un'idea di cosa vuol fare da grande? Ad Udine l'abbiamo vista intervistare la gente per strada...
"Un'idea precisa non ce l'ho ancora perchè sono concentrata sul presente. Studio Comunicazione e Multimedialità quindi credo che mi piacerebbe lavorare in quel settore. Qui a Faenza curo il profilo Instagram della società, per esempio, ed ho fatto altre cose simili. Vivo con la cassa accesa tutto il giorno perchè amo la musica ed ascolto di tutto: la musica mi serve per tutto quello che faccio".

E' sempre Luka Doncic il suo idolo?
"Assolutamente. Mi piace ovviamente come gioca e mi piace la sua storia. Seguo molto il basket anche internazionale ed in questi anni ho trovato il mio idolo femminile ovvero Diana Taurasi (ex super stella del basket internazionale,ndr)"

Quali sono i suoi obbiettivi?
"Riprendere sempre più fiducia. Il controllo. Ritrovare del tutto mè stessa. Poi vediamo. Nella categoria "sogni" c'è la serie A1, l'Eurolega, la Nazionale. Spesso mi chiedo dove sarei arrivata se le cose fossero andate in un altro modo ma non vivo di rimpianti anzi. Costruirò la mia carriera su quello che mi è successo"

Se capitasse l'occasione, farebbe una "lezione" per atleti ed atlete raccontando la sua storia e mettendo a disposizione le sua esperienza?
"
Perchè no. Lo farei volentieri, specie per i ragazzi e le ragazze più giovani, 14-15 anni, che sempre più spesso sento e leggo hanno problemi di infortuni seri"

Cosa la fa sentire felice?
"Allacciarmi le scarpe, prendere un pallone e stare in campo. Anche solo per far due tiri. In serenità"