A2 F - Sardegna Marmi, serata da sogni contro la capolista Costa Masnaga
Non è un miracolo, né un colpo di fortuna. Quella ottenuta dalla Sardegna Marmi Cagliari contro la capolista del Girone A della Serie A2 è un'impresa vera e propria. Una vittoria confezionata con la spregiudicatezza di un gruppo che, contro la corazzata Costa Masnaga, non aveva nulla da perdere e ha finito per dominare: 76-61 il finale al Pala Restivo. La metafora di Davide contro Golia si è materializzata sul parquet cagliaritano, e ancora una volta il piccolo ha avuto la meglio sul gigante.
È stata una Virtus perfetta, determinata e coraggiosa, capace di mettere al tappeto una squadra arrivata in Sardegna con tutte le carte in regola per "passeggiare". Sulla carta, le lombarde avevano tutto: fisicità, tecnica e profondità di roster. Ma non avevano fatto i conti con il cuore delle ragazze di coach Fabrizio Staico, capaci di quadruplicare le forze per sopperire alle pesanti assenze di Monica Nazck (problema al piede) e Silvia Nativi (colpo al ginocchio rimediato a Giussano).
Cagliari ha messo il muso avanti sin dalle prime battute, giocando una pallacanestro fluida e corale. Costa Masnaga è apparsa confusa, incapace di reagire anche quando le padrone di casa hanno concesso qualche "jolly" sotto forma di palle perse o ingenuità al tiro. Le ospiti non ne hanno approfittato, finendo nella ragnatela tessuta dalle cagliaritane.
Sugli scudi una monumentale Mounia El Habbab: 26 punti e una prestazione totale che ricorda i fasti della scorsa stagione (oggi pienamente ripresasi dai problemi fisici di inizio anno. E lo si è visto). Al suo fianco, una Barbara Zieniewska chirurgica nel trovare le triple nei momenti chiave, il supporto fondamentale di Serafyma Tykha e la regia di Giulia Corda, che ha sostituito degnamente la titolare. Solide anche le prove di Caterina Mattera e Ania Gallus, all'interno di un piano partita preparato magistralmente dallo staff tecnico, e questa vittoria è anche merito di un gruppo di allenatori capitanati da Fabrizio Staico che fin dall'inizio della stagione hanno creduto, lavorato e plasmato il gruppo. Ragazze che, nonostante qualche sconfitta pesante, grazie all'aiuto tecnico e psicologico dei coach sono cresciute, maturate diventando spavalde e capaci di firmare questa impresa.
A fare la differenza sono state le percentuali: se da due le squadre si sono equivalse, il match è girato dall'arco dei tre punti. Le "triple" biancoblu hanno letteralmente piegato la resistenza lombarda: un sontuoso 42% (11/26) contro il magro 13% (3/23) delle ospiti.
La cronaca. L'avvio è tutto di marca cagliaritana. La Virtus mette il "muso" avanti sin dalla palla a due, trascinata da una Mounia El Habbab in versione extra-lusso. La lunga biancoblu, apre le danze con una serie di canestri che portano Cagliari sul +9 (19-10) dopo soli sei minuti. Costa Masnaga appare frastornata, incapace di arginare il dinamismo delle locali, ma prova a restare aggrappata al match con i canestri di Volpato e Brossmann, chiudendo il primo quarto in ritardo di 4 lunghezze sul 24-20.
Nel secondo periodo, la capolista tenta la spallata per ristabilire le gerarchie. Una tripla di Brossmann porta le lombarde a un solo possesso di distanza (24-22), ma è qui che la Virtus dimostra una maturità nuova. Invece di subire il ritorno delle ospiti, le ragazze di Staico rispondono colpo su colpo: Barbara Zieniewska estrae dal cilindro una tripla pesantissima per il 27-22, seguita a ruota da due invenzioni consecutive della solita El Habbab (31-22). Solo un calo di tensione nel finale di tempo permette a Costa Masnaga di rientrare negli spogliatoi sul 36-34.
Al rientro dall'intervallo lungo, il Pala Restivo assiste al capolavoro tattico della Virtus. Mentre ci si aspetta la reazione della capolista, sono le cagliaritane a piazzare il colpo del KO. Un parziale devastante di 12-0 firmato dall'asse Tykha-Corda-El Habbab taglia le gambe alle ospiti (48-34 al 24').
Costa Masnaga accusa il colpo, appare confusa e spreca i pochi "jolly" concessi dalle padrone di casa (qualche palla persa di troppo per la stanchezza). La Virtus, come il gatto con il topo, gestisce il ritmo e tocca il massimo vantaggio di +17 (59-42) ancora con Zieniewska.
Negli ultimi dieci minuti, coach Bereziartua ordina la "trappola" con una difesa aggressiva a tutto campo. La mossa produce i suoi frutti: Cagliari, con le rotazioni ridotte all'osso, accusa la fatica e subisce un break di 8-0 che riporta le ospiti a -9 (59-50 al 33'). Ma il destino del match è ormai segnato. Giulia Corda, eroica nel sostituire la play titolare, e Ania Gallus con una tripla dall'angolo, scacciano i fantasmi della rimonta.
Gli ultimi minuti sono una passerella trionfale. Al suono della sirena esplode la gioia della squadra e dei tecnici che saltano, piangono e corrono a ricevere il meritato abbraccio del pubblico: la Virtus vince, convince e mette in tasca punti pesantissimi che rendono la zona playoff e la salvezza obiettivi non più solo sperati, ma concretamente a portata di mano.
SARDEGNA MARMI CAGLIARI – LIMONTA COSTA MASNAGA 76-61
Parziali: 20-14; 12-14; 23-10; 17-17.
Sardegna Marmi Cagliari: Zieniewska 15, El Habbab 27, Corda 10, Mattera 6, Tykha 12, Deidda, Setzu, Gallus 6, Pasolini, Ferrarese Ceruti, Pellegrini Bettoli, Anedda. Allenatore: Fabrizio Staico. Assistenti: Alberto Bonu, Fabrizio Zirone, Gianmarco Inconi e Marcello Cominu.
Limonta Costa Masnaga: Cibinetto 4, Teder 10, Moscarella 3, Pirozzi 3, Brossmann 12, Sanogo, N'guessan 4, Redaelli, Volpato 17, Olandi 8. Allenatore: Facundo Bereziartua. Assistenti Pierangelo Rossi e Fabrizio Ranieri.
Arbitri: Matteo Lilli di Ladispoli e Mattia Coda di Roma.
Tiri dal campo: Virtus 29/62 (46%); Costa Masnaga 27/70 (38%).
Tiri da due: Virtus 18/36 (50%); Costa Masnaga 24-47 (51%).
Tiri da tre: Virtus 11/26 (42%); Costa Masnaga 3/23(13%).
Tiri liberi: Virtus 7/12 (58%); Costa Masnaga 4/8 (50%).
Rimbalzi: Virtus 34; Costa Masnaga 43.