Deni Avdija e Israele, lo sfogo: «Perché non posso essere solo un buon giocatore?»

21.01.2026 17:29 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Deni Avdija e Israele, lo sfogo: «Perché non posso essere solo un buon giocatore?»

La stagione di Deni Avdija con i Portland Trail Blazers è la migliore della sua carriera NBA dal punto di vista tecnico, ma il momento più difficile che l’ala israeliana sta vivendo quest’anno va ben oltre il parquet. Lontano da Israele, con tutto quello che è accaduto nell'ultimo anno, Avdija ha raccontato di sentirsi spesso nostalgico di casa e soprattutto frustrato dall’ostilità che legge online legata alla sua nazionalità. Un clima che, secondo il giocatore, porta molti tifosi a parlare di politica invece che di basket, anche dopo grandi prestazioni individuali (in questa stagione i suoi numeri dicono 26.2 punti di media con 6.9 assist e 7.1 rimbalzi).

In un’intervista concessa a Jason Quick di The Athletic, Avdija ha espresso tutto il suo disagio senza giri di parole: «Sono un atleta. Non mi occupo di politica, perché non è il mio lavoro. Ovviamente sto dalla parte del mio Paese, perché è da lì che vengo. È frustrante vedere tutto questo odio. Faccio una grande partita o ricevo voti per l’All-Star Game e nei commenti la gente collega tutto alla politica». Poi la domanda, diretta: «Perché non posso essere semplicemente un buon giocatore di basket? Perché dovrebbe importare se vengo da Israele, da qualsiasi altro posto del mondo o quale sia la mia razza? Rispettatemi per quello che faccio in campo». E ancora: «Non devi amare ciò che rappresento o come appaio, ma se sono un buon giocatore riconoscimelo. Tutto questo odio, senza motivo… come se fossi io a decidere le sorti del mondo».

Avdija riconosce che essere un atleta professionista gli garantisce una piattaforma più ampia, ma rifiuta l’idea di dover diventare una voce politica: «Onestamente, cosa si aspettano che faccia? Questo è il mio Paese, dove sono nato e cresciuto. Lo amo e ci sono tante cose belle. Ma non tutti sono informati e sanno davvero cosa sta succedendo, ed è questo che mi fa arrabbiare». Il messaggio finale è chiaro: «Se sei informato puoi dire la tua, ma se non conosci la storia e la complessità di ciò che accade, è meglio non dire nulla. Sono orgoglioso di essere israeliano: non sarei qui senza Israele e senza il supporto delle persone che mi hanno sostenuto. Tutto il resto è inutile». Intanto, sul campo, Avdija risponde con i fatti: 26,2 punti, 7,1 rimbalzi e 6,9 assist di media in 41 partite, numeri che hanno attirato l’attenzione di tutta la lega, compreso LeBron James, che lo ha definito «un giocatore di altissimo livello» e da All-Star nel 2026.