Panathinaikos sconfitto dal Maccabi Tel Aviv: due triple mancate e un finale di fuoco

Panathinaikos sconfitto dal Maccabi Tel Aviv: due triple mancate e un finale di fuoco
© foto di EuroLeague Basketball

La notte di Tel Aviv lascia al Panathinaikos Aktor il sapore amaro delle occasioni sprecate. Senza tre pedine chiave come Kendrick Nunn, Cedi Osman e Dinos Mitoglou, la squadra di Ergin Ataman ha giocato una gara di grande intensità difensiva, abbassando il ritmo del Maccabi Rapyd e restando agganciato al punteggio per tutti i 40 minuti in un clima incandescente. Alla fine però il 75-71 premia i padroni di casa, complice una volata decisa da due triple aperte sbagliate da Kostas Sloukas e Jerian Grant nei secondi conclusivi, che avrebbero potuto ribaltare la storia della serata.

Il ko pesa anche in chiave classifica: il Panathinaikos scivola a 14-10 e continua la sua corsa a ostacoli verso la Top 6, con il sogno di un piazzamento nelle prime quattro che resta complicato ma non impossibile. Dall’altra parte il Maccabi, pur privo di Lonnie Walker, sale a 10-14, firma il quarto successo consecutivo da quando è tornato a giocare “in casa” e rimane pienamente in corsa per i Play-In. Una partita sporca, fisica, spesso spezzettata, che ha visto i greci pagare soprattutto la serata storta dall’arco (7/30 da tre) nonostante una struttura di gioco lucida e coerente con il piano partita.

IL PUNTO SUL PANATHINAIKOS
Dentro una sconfitta restano però segnali importanti per Ataman, a partire dal rientro in rotazione di TJ Shorts dopo il DNP contro il Baskonia. Il play statunitense ha risposto con una prova di grande energia: 28 minuti abbondanti in campo, 13 punti con buon impatto nel traffico, 7 assist, 3 recuperi e nessuna palla persa, guidando il primo strappo iniziale e tenendo vivo l’attacco nei momenti più delicati. Accanto a lui, Juancho Hernangómez ha firmato una prestazione di sostanza sotto i tabelloni, chiudendo con 7 punti e 13 rimbalzi, mentre Richaun Holmes ha confermato il suo momento positivo con 11 punti e 9 rimbalzi, sempre presente come riferimento interno.

Proprio quando sembrava che la lucidità del Panathinaikos potesse fare la differenza, sono emersi i dettagli a favore della Maccabi: i rimbalzi offensivi concessi nei possessi chiave, qualche scelta affrettata in attacco e, soprattutto, un finale segnato anche dalle decisioni arbitrali. La società greca ha infatti presentato formale protesta per un errore al cronometro al 37’, in una fase in cui tre extra possessi consecutivi hanno portato al canestro pesantissimo di Roman Sorkin. Sul fronte israeliano, la combinazione tra l’energia di Ife Lundberg, la presenza interna di Sorkin e la serata “on fire” di Tamir Blatt dall’arco ha finito per spostare l’inerzia: il tiratore del Maccabi ha infiammato il palazzetto con una serie di triple che hanno continuamente ricacciato indietro i tentativi di rimonta degli ospiti.

L’ultimo giro di lancette è stato un condensato di tensione: difesa perfetta di Shorts su Lundberg, rimbalzi d’attacco conquistati con generosità da Panagiotis Kalaitzakis e compagni, ma nessuna delle conclusioni pesanti costruite per Juancho, Sloukas e infine Grant ha trovato il fondo della retina. In mezzo, un’altra lunga interruzione per problemi al cronometro e un clima sempre più teso sugli spalti, con Ataman al centro delle proteste del pubblico israeliano. Alla fine, i liberi di Lundberg hanno fissato il 75-71 e chiuso definitivamente i conti, lasciando al Panathinaikos la consapevolezza di aver giocato alla pari in una delle trasferte più complicate d’Europa.