450 per coach Pinotti, 3000 per Susanna Toffali: una settimana speciale per Sanga Milano

450 per coach Pinotti, 3000 per Susanna Toffali: una settimana speciale per Sanga Milano
© foto di Stefano Gariboldi

Nella trasferta di sabato contro la Polisportiva Galli San Giovanni Valdarno, la vittoria 68-74 dopo un tempo supplementare non è stato l'unico motivo per festeggiare in casa Repower Sanga Milano. Nella stessa partita, la mente e il braccio della squadra milanese hanno tagliato un traguardo significativo nella loro carriera: coach Franz Pinotti è arrivato a quota 450 panchine in Serie A, tutte con lo stesso club, di cui è il fondatore. Contemporaneamente, Susanna Toffali ha raggiunto e superato i 3000 punti realizzati in Serie A2. Le loro riflessioni sulla traiettoria condivisa e sul momento attuale della squadra in un'intervista per Lega Basket Femminile.

Più di un coach, più di una squadra
Per coach Franz Pinotti la prima volta era stata nel 2010, in casa contro Bolzano. A inizio novembre era arrivata anche la vittoria numero 250, che nel frattempo sono diventate 259 (percentuale del 57.5%). 15 anni in cui il panorama è cambiato notevolmente, ma Sanga è quasi sempre in grado di competere al massimo. "Gli allenamenti migliorano sempre in due soli casi: una migliore qualità del gruppo squadra, e questo dipende dalle risorse economiche a disposizione; l’aumento delle proprie competenze, e questo dipende dal desiderio di ogni allenatore di non sentirsi mai arrivato, mai appagato. Ecco, io non smetto mai di mettermi in discussione e di imparare. Guardo e continuo a rubare il mestiere ai mei avversari di turno, anche guardando molte partite. Il livello di questa serie A2 è molto migliorato proprio negli allenatori. Oggi è più facile seguire clinic e aggiornarsi, grazie a internet e a scambi di idee e filosofie. Se hai voglia trovi di tutto. Poi però ci vuole una sintesi che si crea con l’esperienza. Io ascolto e imparo anche dalle mie giocatrici", racconta.

Sanga è sempre rimasto fedele alle sue origini e coinvolto in moltissimi progetti sociali. Il suo fondatore e allenatore è il punto di riferimento di una realtà che è più di una squadra di pallacanestro. "La chiave di ogni passione è la curiosità e il desiderio di imparare. Cercare di capire anche chi sembra essere molto lontano da te", spiega Pinotti per definire ciò che mantiene vivo l'entusiasmo. "Il pensiero divergente è un motore positivo se si ha la pazienza di voler capire. Questo concetto nasce dall’inclusione che al Sanga viviamo ogni giorno, non solo in campo, ma soprattutto nelle scuole e nei tanti progetti sociali che mettono ragazze e ragazzi al centro del nostro operare. Includere non è un generico 'volemose bene'. La vera inclusione si ha solo nel momento in cui io mi faccio più piccolo per lasciare un poco di posto accanto a me, magari in una sedia da una sola persona, provare a starci in due. Includere significa sempre fare a meno di qualcosa per sè, per lasciare spazio all’altro. Su questo tema molti chiacchierano e pochi eseguono veramente, perché è una fatica stare insieme agli altri."

Nel 2023/24 c’è stata anche la prima e finora unica stagione di Serie A1, chiusa con la retrocessione ai playout. "L’insegnamento più grande è stato quello a livello umano. Una squadra e una società sono fatte da persone, prima che da giocatrici, tecnici e dirigenti. Quando le cose non vanno come vorresti o avevi programmato, capisci la natura delle persone. Se ci fosse una seconda volta, ne sono certo, metteremmo a frutto quell’esperienza. Molte scelte sarebbero diverse. Avere competenza è molto importante, ma lavorare in un ambiente sereno fatto da persone che vivono i migliori valori che lo sport sa donare, remando insieme dalla stessa parte è fondamentale." 

In questa stagione Sanga è di nuovo nelle parti alti della classifica del girone A, con due vittorie contro Torino e San Giovanni Valdarno per iniziare il 2026 e reagire alla sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro Alpo. "Inutile nascondere la delusione per non avere giocato almeno la finale di Coppa Italia, che era l’obiettivo principale a medio termine. Certamente da quella delusione sono nate le prime due vittorie dell’anno, entrambi difficili big match, che ci hanno ulteriormente confermato che la finale, e forse qualcosa di più, avremmo potuto giocarla."

Coach Pinotti ha avuto parole di elogio anche per Susanna Toffali, una delle migliori realizzatrici della categoria insieme alla compagna Anja Marinkovic. "Considero Susanna quasi una figlia adottiva e so che, giustamente, mi insulterà per averlo detto pubblicamente. Ma quando l’ho conosciuta ho visto un potenziale incredibile che aveva solo bisogno di fiducia. Quella fiducia che ancora oggi dò, non solo a lei, ma a tutte le ragazze che alleno. Le generazioni sono cambiate, tecnica e tattica non bastano, serve un rapporto umano inserito in un ambiente sano e sereno. Marinkovic, per esempio è una grandissima tiratrice, una specialista, ma per continuare a tirare anche quando la giornata non è favorevole, serve sentire la fiducia del proprio allenatore, oltre che delle proprie compagne. Una tiratrice vive sulla fiducia in se stessa e su quella dell’ambiente intorno. Lavorare bene in palestra è fondamentale, tutti cercano di farlo, ma siamo essere umani, viviamo di emozioni e fiducia. La mente fa miracoli", conclude.

Susanna Toffali, 3000 punti and counting

"Onestamente non ho un nitido ricordo del mio primissimo canestro in A2, guardando il mio non particolarmente vasto arsenale di soluzioni offensive dell’epoca suppongo fosse un terzo tempo a sinistra (ma con la mano destra)." Susanna Toffali ha fatto molta strada dai suoi esordi con la maglia di Alpo nel 2014/15. In questa stagione la guardia classe 1998 sta viaggiando a 14.1 punti di media, andando sempre in doppia tranne in un'occasione. Una costanza di rendimento che attribuisce in gran parte alla fiducia trasmessa dalla squadra e al suo ruolo all'interno del gruppo. "Penso che le responsabilità facciano crescere tanto nella vita quanto in campo, dando modo di dimostrare il reale valore che magari spesso non si riesce a tirar fuori. Personalmente mi sono sempre fatta condizionare molto dalla fiducia (o dalla poca fiducia) di staff e compagne perché, quando c’è, permette di giocare con la mente libera: quando ricevi palla, non hai quel nanosecondo di esitazione dato dai dubbi. Sai che puoi rischiare una giocata o prenderti un tiro difficile perché senti che la squadra è con te, anche se la palla non dovesse entrare."

Oltre ai 3000 punti in Serie A2, Toffali ne ha realizzati più di 300 nella massima serie nella stagione 2023/24, chiusa a 11 di media. "Il salto di categoria è prima di tutto una questione di fisicità e velocità di lettura. In A1 gli spazi si chiudono in un secondo; se in A2 avevi quel momento in più per pensare alla penetrazione, qui la difesa ti obbliga a decidere prima ancora di ricevere palla. Per chi come me non nasce come tiratrice ma ama attaccare il ferro gli aspetti da migliorare sono stati molteplici: utilizzare meglio il corpo per assorbire i contatti, leggere rapidamente la difesa in modo tale da trovare la soluzione più efficace, costruire un palleggio arresto e tiro convincente e soprattutto trovare nuovi angoli al tabellone per evitare stoppate."

In totale sono più di 230 le partite con la maglia di Sanga, più della metà di quelle allenate in carriera da Franz Pinotti. "Leggere questo numero mi fa un certo effetto. Il Sanga per me non è solo una società ma, come ho sempre voluto sottolineare, il primo posto che mi ha fatta sentire a casa, seppur 140 chilometri dalla mia famiglia. Essere qui per così tanto tempo significa aver sposato non solo il progetto tecnico, ma anche il modo di pensare e vivere lo sport, dentro e fuori dal campo", dichiara Toffali. "Il rapporto con Franz è ciò che negli anni mi ha convinta con sempre maggior determinazione a rimanere: è la persona che ha creduto in me più di chiunque altro e, da giocatrice, sentire così tanta fiducia nei tuoi confronti non può che essere una motivazione in più per far sempre meglio. Indossare questa maglia vuol dire non solo rappresentare Milano, ma soprattutto portare in campo i valori per cui lavoriamo ogni giorno. Siamo una realtà dove Serie A, Baskin e giovanili viaggiano sugli stessi binari ed è proprio questo che vogliamo trasmettere: un modo di fare sport che non lascia indietro nessuno."

La prossima fermata è una sfida molto sentita con Milano Basket Stars. "Il derby arriva in un bel momento di carica dopo l’ottima vittoria ottenuta al supplementare contro San Giovanni Valdarno. Non nascondo che il risultato dell’andata ci è rimasto impresso, è stata una sconfitta che ci ha fatto riflettere e che utilizziamo come motivazione extra per preparare questa sfida. Sappiamo che non sarà la stessa partita di qualche mese fa, perché entrambe le squadre sono cambiate: Basket Stars è una squadra in crescita che ha inserito nuovi innesti di qualità e sta trovando continuità nei risultati, noi invece siamo una squadra più solida difensivamente e conscia dei nostri mezzi. Giocare in casa davanti al nostro pubblico è un vantaggio che vogliamo sfruttare al massimo. L'obiettivo è chiaro: resettare il risultato dell'andata e imporre il nostro gioco dal primo all'ultimo minuto."