LBA - Avanti Social alla riscossa! Così avanza la Supercoppa mediatica

05.10.2022 16:10 di Umberto De Santis Twitter:    vedi letture
LBA - Avanti Social alla riscossa! Così avanza la Supercoppa mediatica
© foto di LegaBasket.it

Supercoppa italiana 2022: cui prodest? Ci eravamo lasciati con questo interrogativo, nell'ultimo editoriale sull argomento. Abbiamo appurato che parlare di pallacanestro italiana è un argomento sempre interessante per i nostri lettori, e pare lo sia stato anche per LBA. 

Televisione: 117.000 spettatori sul canale NOVE, grazie a un accordo televisivo conseguito tre giorni prima. Nessun lancio dell'evento, niente pubblicità con spot, solo quelle inserzioni costose ed inutili sulla Gazzetta dello Sport di cui non c'è controprova di efficacia comunicativa e promozionale. Dunque, un buon successo.

Al presidente LBA diciamo che le prossime aste dei diritti televisivi le organizzi sei mesi prima almeno della scadenza delle precedenti, per non ritrovarsi al prossimo giro con le stesse difficoltà che generano approssimazione.

Molto più interessante, per un evento che si proponeva come di secondo piano per la collocazione temporale (metà settimana) e per il contenuto tecnico (squadre in fase di preparazione, giocatori reduci dagli europei, compressione dei calendari), il lavoro che sui social l'equipe di LBA ha realizzato.

A far da apripista era stato il successo raggiunto durante le finali dello scorso campionato 21-22. E' cambiata o si è allargata la pattuglia degli influencer, atleti, community e creator mantenendo l'efficacia comunicativa.

Secondo i dati a conoscenza di pianetabasket.com il programma di coinvolgimento della LBA ha raggiunto oltre 1 milione di persone, la maggior parte delle quali estranee all'ambiente della pallacanestro.

Per la Supercoppa il team di LBA ha realizzato e distribuito tramite i suoi social oltre 100 contenuti che hanno raggiunto circa 4,5 milioni di persone portando il totale a circa 5,5 milioni di persone interessate. Abbiamo trovato il Sig. Cui Prodest: è il movimento cestistico italiano che nella settimana scorsa ha potuto godere di un interesse mediatico davvero importante.

D'altra parte già nelle linee guida espresse nell'estate 2020 il presidente Gandini aveva detto che dai social poteva arrivare una spinta di propaganda per la pallacanestro. Certo, ci voleva tempo perché si diluissero gli effetti negativi della pandemia.

Il successo è stato notevole, al punto che una FIP sostanzialmente imbalsamata dal punto di vista mediatico tra satellite e cartaceo ha giustificato il cambio di allenatori tra Sacchetti e Pozzecco all'inizio di giugno anche con un modo diverso di approcciarsi alla comunicazione social. Ne ha dato conto giusto la settimana scorsa, elencando dei risultati per la prima volta da quando esiste Facebook ( a nostra memoria).

Una strada su cui continuare a lavorare, perché squadre e giocatori forniscono naturalmente a ogni turno di campionato i contenuti che alimentano l'interesse social. Sappiamo tutti che oramai l'offerta di fruizione di qualsiasi sport è satura. Pensiamo non solo ai calendari dei circuiti tennistici o al moltiplicarsi delle gare di Formula 1, ai palinsesti calcistici o perfino al volley. Ma anche alla NBA sulla quale ormai non si parla più di basket giocato che per il solo mese di settembre tra Summer League e Drew League varie. Sgomitare e ritagliarsi un posto è diventato un dovere, la spettacolarità tipicamente televisiva della pallacanestro in sé non è più sufficiente a garantire interesse in un pubblico effimero e disorientato dalla troppa offerta, ma almeno miglioriamo le posizioni.