Grecia, bufera su Andrew Goudelock: arresto per droga e divieto di espatrio

Grecia, bufera su Andrew Goudelock: arresto per droga e divieto di espatrio

In Grecia si continua a parlare quasi solo della vicenda che coinvolge Andrew Goudelock, ex Maccabi Tel Aviv e oggi stella di Rodi. Nei giorni scorsi il 37enne è stato arrestato in seguito a un’indagine legata a una spedizione di droga a lui indirizzata, un episodio che ha colto di sorpresa l’ambiente della Basket League ellenica. Dopo la scarcerazione, avvenuta con imposizione di misure restrittive, i dettagli dell’inchiesta sono emersi con maggiore chiarezza, delineando un quadro che va ben oltre la semplice “disavventura” di un giocatore straniero. Secondo quanto ricostruito dalle autorità greche, tutto nasce a dicembre, quando il servizio doganale intercetta un pacco proveniente dagli Stati Uniti e destinato proprio a Goudelock. All’interno, i controlli rivelano la presenza di 252 grammi di hashish, quantitativo che fa scattare immediatamente l’allerta. L’11 dicembre 2025 il pacco viene bloccato e aperto, il contenuto viene analizzato e classificato ufficialmente come sostanza stupefacente, e da quel momento scatta la procedura di “consegna controllata”: invece di fermare il tutto in dogana, le autorità decidono di lasciar proseguire la spedizione fino al suo destinatario, monitorando ogni movimento.

È così che si arriva al 29 dicembre 2025, quando il pacco viene recapitato a destinazione sotto stretta sorveglianza di polizia. Nel momento stesso in cui la spedizione finisce tra le mani del giocatore, gli agenti appostati intervengono, lo bloccano, lo ammanettano e lo conducono in stato di arresto. Goudelock viene interrogato con l’ipotesi di reato di traffico di droga e fornisce la propria versione dei fatti, mantenendo una linea difensiva che dovrà essere valutata nelle sedi competenti. Al termine di questo primo passaggio, il tribunale dispone per lui il rilascio, ma solo a fronte di condizioni restrittive ben precise. Le misure imposte al giocatore sono severe ma non draconiane: anzitutto, un divieto di lasciare il territorio greco, che di fatto lo lega al Paese finché l’inchiesta non sarà giunta a conclusione. A questo si aggiunge l’obbligo di presentarsi una volta al mese presso la stazione di polizia più vicina alla sua abitazione, oltre al versamento di una cauzione ritenuta relativamente contenuta, pari a 5.000 euro. Segnali che, da un lato, indicano come la magistratura non consideri il caso chiuso né banale, e dall’altro lasciano intendere che, almeno per il momento, non si sia optato per la linea più dura del carcere preventivo prolungato. Intanto, sullo sfondo, resta da capire quali saranno le ripercussioni sportive e contrattuali per il club di Rodi, che si ritrova nel pieno della stagione con la propria star al centro di un procedimento penale.

La notizia ha inevitabilmente riacceso i riflettori sul profilo di Goudelock, giocatore che il pubblico europeo conosce molto bene. Il suo nome è legato in modo particolare alla stagione 2016/17 con il Maccabi Tel Aviv, dove è stato uno dei principali terminali offensivi in Eurolega e in campionato, confermandosi realizzatore di primo livello. Da allora ha intrapreso un lungo viaggio cestistico tra Milano, la Cina con Shandong, Rytas Vilnius, Bilbao e Andorra, prima di approdare nel 2023 a Rodi, club con il quale ha da poco iniziato la sua terza stagione consecutiva. Nonostante l’età e i chilometri nelle gambe, Goudelock ha continuato a produrre numeri importanti anche in Grecia, viaggiando su medie realizzative di alto profilo nella Basket League. È proprio questa combinazione di status tecnico e peso mediatico a rendere la vicenda ancora più dirompente: la sensazione è che, al di là dell’esito giudiziario, il caso rischi di segnare un prima e un dopo nella sua carriera e nel rapporto — sempre delicatissimo — tra club greci, tifoseria e giocatori stranieri chiamati a rappresentare il basket ellenico ai massimi livelli.

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