Sassari, coach Mrsic a tutto campo: "Questa Dinamo ha talento"
Veljko Mrsic, coach del Banco di Sardegna Sassari, ha parlato del bilancio di cinque vittorie in otto partite dal momento del suo arrivo a Sassari sulle apgine de La Nuova Sardegna: “Mi rendevo conto che c'era un bilancio di 0/5 in campionato, cosa che non faceva sperare in nulla di buono. Ma vedevo che la squadra aveva talento, che stava bene fisicamente. Così, con un po' di fortuna in qualche partita e un po' di jella in altre, siamo riusciti a vincere cinque partite, una cosa molto importante. Anche questo aiuta ad avere un clima migliore in allenamento”.
In cosa è migliorata la squadra in particolare? “Facile dirlo: la difesa. Abbiamo fatto qualche passo avanti, ma non tanto quanto penso si possa fare ancora. Inoltre, questi giocatori hanno talento per fare canestro. Ma hanno un po' meno l'abitudine a giocare di squadra, c'è tanto gioco individuale. Penso che abbiamo migliorato anche su questo ambito, che muoviamo di più la palla: con Trapani abbiamo fatto 26 assist, a Treviso 21. In questo abbiamo migliorato. Serve concentrazione a un livello maggiore e più consistente. Però c'è di buono che sono tutti ben disposti a crescere e hanno voglia di fare uno step”.
Mrsic è stato consigliato da Gianmarco Pozzecco nella scelta di firmare per Sassari: “Sì, è stato lui a chiamarmi per primo: proprio mentre mi diceva di aver dato il mio contatto alla Dinamo, ho visto una telefonata in arrivo da un numero italiano e abbiamo interrotto. Era Jack Devecchi, con lui c'era Mauro Sartori: mi hanno spiegato un po' la situazione. Quindi ho risentito il Poz, mi ha detto: la piazza è buona, la gente è buona. Devi andare, devi accettare. Con lui ho un rapporto speciale da quando eravamo compagni di squadra a Varese. Lì abbiamo vissuto una stagione incredibile, vincendo lo scudetto della stella, l'ultimo del club. Per noi croati giocare in Italia era un'aspirazione. Certo non accade facilmente di restare così legati dopo un solo anno insieme, ma con lui siamo rimasti in contatto sempre. Così quando ha attraversato un momento difficile, l'ho chiamato per fare il mio assistente per due anni al Cedevita Zagabria. Abbiamo fatto buoni risultati, ci siamo anche classificati nei 16 di Eurolega, vincendo contro la Milano di Repesa. Loro sono rimasti fuori, noi siamo andati su”.
Mrsic ha anche raccontato del suo approdo da giocatore nella ribalta del basket europeo nel periodo in cui la Jugoslavia si stava disgregando: “Ero capitano dell'ultima Nazionale jugoslava U20, che nel 1991 in Canada giocò la semifinale mondiale, con me c'erano i vari Bodiroga, Rebraca, Loncar, Tarlac, che poi hanno giocato qui in Italia. Nello stesso anno ero nei venti tra i quali fu scelto il roster per gli Europei di Roma che segnarono la fine della Jugoslavia e di quella Nazionale leggendaria. Ero giovane ed ero chiuso da autentici campioni (come Kucoc, Paspalj, Perasovic, Divac). Nel '92 ero nella nazionale maggiore di Croazia. Vinsero il titolo contro l'Italia, poi finì tutto per la guerra che stava scoppiando e diversi amici vi persero la vita. Da un lato è stato un periodo molto difficile, ma coronato dalla forte gioia di vivere il sogno dell'indipendenza della Croazia che tante generazioni avevano sognato. E quella di rappresentarla in eventi europei, mondiali, ai Giochi olimpici".