Lakers, perché la compatibilità LeBron-Doncic-Reaves rimane complicata

Lakers, perché la compatibilità LeBron-Doncic-Reaves rimane complicata

Mark Medina di RG.org ha recentemente raccolto le impressioni di un assistente NBA e di due scout per capire cosa i Lakers possano davvero aspettarsi da LeBron James alla soglia dei 41 anni, soprattutto nelle formazioni che lo vedono in campo insieme a Luka Doncic e Austin Reaves. Secondo uno degli osservatori, il talento complessivo non è in discussione, ma la convivenza tecnica dei tre può risultare poco naturale quando condividono il parquet. «Quando giocano tutti e tre, è quasi strano guardare LeBron», ha spiegato l’assistente. «Non è che sia fuori dal gioco, ma vederlo così poco coinvolto con la palla in mano fa un certo effetto. Sembra fuori posto». Lo stesso membro dello staff ha aggiunto che la squadra appare più fluida quando James è affiancato da uno solo dei due esterni.

In quelle configurazioni, l’allenatore JJ Redick riesce a costruire un attacco più armonico, mantenendo LeBron al centro delle operazioni con schemi disegnati dopo i timeout o sfruttandolo come facilitatore in post basso. «Quando è in campo con uno solo di loro, JJ trova sempre il modo di tenerlo dentro al gioco, chiamando set specifici o valorizzando la sua visione dal post», ha proseguito l’assistente. Il vero problema nasce quando tutti e tre sono contemporaneamente sul parquet: non è una questione di qualità, ma di equilibrio. Le responsabilità offensive tendono a sovrapporsi, più che a completarsi, creando momenti in cui i ruoli non si incastrano alla perfezione. «Quando ci sono tutti e tre, sembra che non ci sia abbastanza “torta” da dividere», ha concluso il coach, evidenziando quanto sia complicato massimizzare tre giocatori abituati a gestire molti possessi all’interno della stessa lineup.