Bulls senza Giddey e White? Okoro e Jones schiantano i Pelicans

Bulls senza Giddey e White? Okoro e Jones schiantano i Pelicans
© foto di nba.com

In una notte che alla vigilia era già segnata dalle assenze, i Bulls trasformano l’emergenza in opportunità e firmano una delle prove offensive più convincenti della loro stagione. Senza Josh Giddey (problema al bicipite femorale sinistro) e Coby White (fastidio al polpaccio destro), entrambi ko nella sconfitta contro Minnesota e destinati a rimanere fuori per diverse partite, Chicago ritrova energia e gerarchie diverse, ma tremendamente efficaci. Isaac Okoro si prende la scena con 24 punti, suo massimo stagionale, attaccando con decisione il ferro e mantenendo costante pressione sulla difesa dei Pelicans, mentre Tre Jones orchestra il ritmo con lucidità, chiudendo a quota 20 punti e 12 assist e dettando il parziale ogni volta che New Orleans prova a rientrare.

Attorno a loro, il supporting cast risponde presente: Matas Buzelis firma 19 punti mostrando personalità da veterano, Jalen Smith combatte a rimbalzo e chiude con una doppia doppia da 14 punti e 14 rimbalzi, mentre Nikola Vucevic aggiunge 17 punti dando solidità nel pitturato e continuità sul tabellone. Tutti e cinque i titolari dei Bulls chiudono in doppia cifra, a cui si aggiungono tre elementi dalla panchina: Ayo Dosunmu, Kevin Huerter e Patrick Williams forniscono punti e presenza a rotazione, garantendo un contributo diffuso che rende di fatto imprevedibile l’attacco di Chicago.

Dall’altra parte, New Orleans continua a vivere un momento complicato, con la quinta sconfitta consecutiva nonostante il solito Zion Williamson, protagonista di 31 punti e per lunghi tratti praticamente immarcabile quando decide di mettere la testa nel pitturato. Già nel primo tempo Zion prova a tenere in piedi i Pelicans segnando 20 punti nella sola prima metà di gara, inclusa una striscia di nove punti consecutivi nel secondo quarto. A dargli una mano arriva un Jordan Poole particolarmente ispirato in uscita dalla panchina, che chiude a 26 punti e cerca di riaccendere l’attacco di New Orleans ogni volta che Chicago prova la fuga. I Bulls spingono costantemente il contropiede, firmando 25 punti in fast break e trasformando ogni errore o tiro corto dei Pelicans in una corsa dall’altra parte. Nel pitturato la battaglia è equilibrata, con Chicago che chiude a 60 punti nel cuore dell’area contro i 56 di New Orleans.

Il momento chiave arriva tra fine terzo e inizio quarto periodo: Chicago entra nell’ultima frazione avanti 97-90, ma è proprio lì che la squadra di casa piazza la spallata definitiva aprendo un solco fino alle 17 lunghezze di margine, sfruttando a pieno i falli dei Pelicans in una gara sempre più ruvida. Dopo qualche difficoltà iniziale ai liberi, i Bulls aggiustano la mira e chiudono con un complessivo 25/34 dalla lunetta, capitalizzando contatti e nervosismo di New Orleans e togliendo progressivamente fiducia a Williamson e compagni. Per i Pelicans la serata è ulteriormente complicata dall’assenza di Jose Alvarado, al secondo turno di squalifica dopo la rissa con Mark Williams contro Phoenix, che priva la second unit di una delle sue principali scintille difensive sul perimetro. In casa Bulls, invece, oltre a Giddey e White restano ai box anche Zach Collins, fermato da una distorsione all’alluce destro e destinato a essere rivalutato tra dieci giorni. Nonostante l’infermeria affollata, la risposta del gruppo è quella che l’ambiente aspettava: un collettivo capace di coprire le assenze con intensità, ritmo alto e distribuzione di responsabilità su tutti gli effettivi.

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