Quarto ko di fila per Dallas: Embiid ed Edgecombe trascinano i Sixers

Quarta sconfitta consecutiva per i Mavs nonostante il rientro di Anthony Davis
Quarto ko di fila per Dallas: Embiid ed Edgecombe trascinano i Sixers
© foto di nba.com

Mavericks riabbracciano Anthony Davis e, almeno in avvio, sembrano squadra più lucida e aggressiva in campo dei Sixers. Con il lungo di nuovo al centro dell’area, Dallas attacca la vernice senza sosta, quasi dimenticandosi del tiro da tre: 13 canestri su 15 tentativi nel pitturato, un solo tiro pesante preso – e segnato – e un’impressione netta di superiorità fisica contro una difesa di Philadelphia sorprendentemente amorfa. Il pallone si muove, le linee di taglio tagliano in due la retroguardia ospite, la difesa dei Sixers è costantemente in ritardo e i Mavs toccano un 65% complessivo dal campo che racconta bene il loro impatto iniziale. Dall’altra parte, l’attacco di Philly vive quasi esclusivamente sulle spalle di Tyrese Maxey, Joel Embiid e VJ Edgecombe, che si prendono la gran parte dei tiri per evitare che il punteggio scappi via. Dopo 12 minuti, il 33-27 per Dallas fotografa un primo quarto in cui la squadra di casa ha fatto esattamente quello che voleva in attacco, ma senza staccare davvero i Sixers.

Nick Nurse non aspetta che la partita gli scivoli dalle mani: il cambio di passo arriva con un semplice, ma pesantissimo aggiustamento nelle rotazioni. Maxey, Embiid e Paul George sono insieme sul parquet e il quintetto cambia fisionomia, intensità, linguaggio del corpo. Nel giro di pochi minuti arriva il parziale che ribalta completamente lo scenario: un 17-2 che consegna a Philadelphia il controllo della gara. George apre e chiude il “run” spingendo in penetrazione e correndo il campo sul gioco in transizione, mentre Embiid si accende difensivamente, protegge il ferro, si muove con una mobilità che rassicura e trasmette sicurezza a tutto il gruppo. Il MVP 2023 torna a essere un faro vicino al canestro, alternando finte, conclusioni al tabellone e presenza intimidatoria sotto il proprio ferro. A fianco a lui, Edgecombe si ritaglia un ruolo da co-protagonista: energia continua, falli provocati, rimbalzi offensivi che regalano possessi extra e logorano progressivamente la tenuta dei Mavericks. I Sixers prima sorpassano sul 44-37, poi continuano a spingere fino all’intervallo, andando negli spogliatoi con undici punti di margine (68-57) e, soprattutto, con la sensazione di avere ormai in mano l’inerzia mentale della sfida.

Dopo la pausa, Dallas prova a riavvicinarsi ma lo fa a strappi, senza mai costruire un parziale vero. L’indirizzo del match cambia anche nei numeri: l’efficacia Mavs crolla fino a un 38% dal campo nel resto della partita, mentre i Sixers gestiscono con calma il ritmo. Edgecombe continua a imporre la sua presenza nelle corse in campo aperto, chiudendo con un ottimo 9/14 e una serie di transizioni pulite che puniscono ogni esitazione nel rientro difensivo dei padroni di casa. Maxey alterna triple e penetrazioni, costringendo gli esterni di Dallas a inseguire per quaranta minuti, mentre Embiid si piazza in post basso e sceglie con pazienza quando colpire, senza forzare letture. Dall’altra parte, Anthony Davis non riesce a dare continuità al buon impatto iniziale e anche Cooper Flagg vive una serata a corrente alternata. Sono Klay Thompson prima e Jaden Hardy poi a tenere viva la speranza di un rientro, fino al 92-83. L’ultima fiammata arriva in apertura di quarto periodo, con i Mavericks capaci di tornare a -4 grazie a un buon contributo della panchina. Ma nel momento in cui la partita potrebbe davvero girare, Philadelphia trova sangue freddo grazie a un ex di casa: Quentin Grimes. Un intercetto chiave, la schiacciata che spezza l’inerzia e soprattutto un 3/3 dall’arco che ricaccia Dallas a distanza di sicurezza. Il tutto coronato dalla spettacolare stoppata di Edgecombe su Brandon Williams, simbolo di una serata in cui i Sixers chiudono i conti con autorità fino al 123-108 finale.