I Clippers si accendono con Kawhi: Jazz battuti e sesto successo consecutivo

Sesta vittoria consecutiva per i Clippers nell’esordio del 2026
I Clippers si accendono con Kawhi: Jazz battuti e sesto successo consecutivo
© foto di nba.com

Il primo capitolo del 2026 all'Intuit Dome racconta di una squadra, i Clippers, che vive un momento di splendore e non intende fermarsi nella risalita della classifica della Western. Di fronte degli Utah Jazz decimati dalle assenze, privi tra gli altri di Keyonte George e Lauri Markkanen, e costretti a inventarsi rotazioni e responsabilità inedite. E la differenza di solidità si vede sin dalla palla a due: Taylor Hendricks, travolto dal ritmo dei padroni di casa, commette tre falli in meno di tre minuti e spalanca a James Harden un’autostrada verso la lunetta. Il Barba ringrazia, attacca il ferro, gioca sul contatto e si prende una serie di tiri liberi che spezzano immediatamente l’equilibrio, mentre la difesa del Jazz non trova contromisure per tenere l’uno contro uno. Il 16-0 iniziale degli uomini di Tyronn Lue, interrotto solo dal primo canestro di Cody Williams, è la fotografia più chiara dell’approccio alla gara: Los Angeles è aggressiva, concentrata, pronta a correre appena può. L’allungo prosegue fino al 28-7, con Harden a colpire anche dalla media, prima che Utah riesca finalmente a respirare chiudendo il primo periodo con un 10-3 che ridà un minimo di dignità al punteggio e li porta sul 31-17.

Jazz, però, che rifiutano il ruolo di semplice sparring partner: con le prime azioni del secondo quarto, due canestri consecutivi riportano gli ospiti a -10 e costringono i Clippers a riprendere in mano il filo della gara. Kawhi Leonard rimette subito le cose in chiaro, riportando il margine in doppia cifra con le sue solite letture chirurgiche dal mid-range, ma Los Angeles inizia a fare fatica dall’arco. Emblematica la serata di Brook Lopez, che chiude il primo tempo con uno 0/9 pesantissimo dall’arco, lasciando campo all’idea che i Jazz possano davvero rientrare. Utah sfrutta il momento e risale fino al -4 grazie a un Cody Williams sempre più sicuro dei propri mezzi e, soprattutto, a un sorprendente Kyle Anderson in versione arma totale: mani educate, letture lucide, 16 punti con un solo errore al tiro che tengono in linea di galleggiamento la squadra di Will Hardy. Nicolas Batum prova a ricacciare indietro gli ospiti con una tripla importante, ma l’ultimo possesso della frazione è di nuovo dei Jazz: Isaiah Collier trova il canestro che manda tutti negli spogliatoi con solo tre punti di scarto. Alla ripresa, il copione resta simile: Lopez finalmente si sblocca dall’arco, Leonard incappa in una flagrant foul su Bruce Sensabaugh che dalla lunetta regala il primo vantaggio Jazz sul 60-58, prima che un botta e risposta continuo porti le squadre sul 82-81 Clippers dopo il canestro nel traffico di Yanic Konan-Niederhauser allo scadere del terzo periodo.

L’ultimo quarto è il terreno naturale delle stelle e Kawhi Leonard decide che è il momento di chiudere il discorso. L’ala dei Clippers si accende e, in pochi possessi, trasforma una partita punto a punto in una fuga quasi definitiva: due triple in rapida successione, mentre Utah perde due palloni sanguinosi, cambiano completamente il tono della serata. Nel momento in cui la difesa si concentra su di lui, Leonard legge il raddoppio e pesca sul perimetro Derrick Jones Jr. per un’altra conclusione pesante dall’arco, poi torna lui stesso a colpire da tre, costringendo Will Hardy a un timeout quasi obbligato per fermare l’emorragia. L’interruzione, però, non serve a molto. Alla ripresa del gioco, Nicolas Batum interrompe una linea di passaggio di Isaiah Collier e apre il campo alla transizione: Kawhi vola in campo aperto e chiude con una schiacciata che vale il 107-94 e, di fatto, spegne ogni residua velleità di rimonta del Jazz. Gli ultimi minuti scorrono con i Clippers in pieno controllo fino al 118-101 finale, che certifica il sesto successo consecutivo dei californiani e l’ennesima prova di forza del loro leader. Per Utah resta l’orgoglio di aver resistito a lungo nonostante le assenze, ma la sensazione è che quando Leonard alza il volume, in questo momento, pochi possano davvero reggere l’urto.