Elezioni FIP - Petrucci programma: "Basket da riorganizzare dalla base al vertice"

"Sicuramente ho commesso molti errori" è l'incipit all'Eco di Bergamo
08.11.2020 11:11 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Elezioni FIP - Petrucci programma: "Basket da riorganizzare dalla base al vertice"

Siamo ad ormai cinque giorni dall' Assemblea Ordinaria Elettiva della FIP che il prossimo 13 novembre sancirà la nomina di Gianni Petrucci (e sarà quindi la conferma) per il prossimo quadriennio olimpico. E' candidato unico, quindi non ci aspettano sorprese a proposito.

Un paio di giorni fa ci eravamo permessi di far notare che aveva già raccolto le adesioni delle componenti del basket italiano pur in assenza di pubblica conoscenza del suo programma per il 2020-24, che talvolta qua e là qualcuno si ricordava di confermarne l'esistenza. Non solo Galbani vuol dire fiducia, come recitava un vecchio slogan pubblicitario.

Abbiamo pensato che non ci sarebbe stato seguito alla cosa, visto che è noto che il Presidente non legge quello che scrivono su di lui in internet e parla solo con la carta stampata che, come è altrettanto noto, ormai non si fila più nessuno, e che lo avremmo avuto confermato a "scatola chiusa" (solo Arrigoni, per rimanere nei claim pubblicitari famosi)

E invece, guarda caso, sull'edizione di oggi dell' Eco di Bergamo il dottor Petrucci spiega il suo programma elettorale, che riportiamo il più possibile integralmente, sotto la titolazione "Basket da riorganizzare dalla base al vertice".

 "Sicuramente ho commesso molteplici errori, addebitabili soprattutto al mio carattere effervescente. Ci mancano soprattutto i risultati delle nazionali maggiori, e questo è per me un grosso cruccio, mentre con le giovanili siamo stabilmente nell'elite europea.

Ci aspettano tre qualificazioni olimpiche (maschile, femminile, 3x3) che ci vedono in gironi di ferro, ma siamo fiduciosi. Il nuovo consiglio federale, rinnovato al 50%, avrà il compito di progettare e gestire la pallacanestro italiana nel post Covid.

Sono convinto vi siano le menti e le risorse per farlo al meglio, con la collaborazione fattiva di tutte le componenti del nostro movimento.

Dobbiamo pensare a come rendere la pallacanestro attuale e capace di rispondere alle nuove sfide ed esigenze. Sicuramente dovremo al più presto affrontare problematiche cruciali per le nostre società come la riorganizzazione dei campionati, nazionali e regionali, seniores e come aggiornare le annate delle categorie giovanili alla luce del calo della natalità (consentendo in ogni categoria di comprendere più classi di quelle attuali: ad esempio l'Under 13, oggi riservata ai 2008 e ai 2009, verrebbe allargata ai 2010). 

Discorso simile per il minibasket. Abbiamo la concorrenza di tante discipline e dovremo saper dare, in tempi brevi, le risposte giuste. 

Momento complicato. Per la mia generazione si tratta senza alcun dubbio del momento più difficile, sia per quanto riguarda lo sport che la vita del nostro paese.

In questo momento troppi sono gli interrogativi, oltre al Covìd­19, che attanagliano e condizionano l'oggi e soprattutto il domani dello sport.

Sicuramente vi sono cose più importanti dello sport, ma ritengo profondamente sbagliato non considerarne il ruolo el'importanza, sia sotto il profilo sanitario che sociale che lavorativo.

In questa fase si è costretti a prendere decisioni dolorose, che penalizzano sia chi lavora sia chi investe nello sport, ed è un aspetto che nessuno può permettersi di dimenticare o anche solo sottovalutare.

Lavoratori sportivi. Al riguardo parlo da lavoratore del settore sportivo, essendo stato per ben 26 anni dipendente Coni. Vi sono due aspetti che ritengo inconcepibili alla luce della mia esperienza. Si parla di riconoscimento normativo e contributivo del lavoro sportivo, ma chi paga?

Inoltre si parla di scioglimento del regime di vincolo sportivo (un atleta del settore giovanile sarebbe quindi libero di accasarsi dove vuole al termine di ogni stagione, ndr) nel brevissimo arco di una anno dall'entrata in vigore della legge, dimenticandosi che era stato introdotto proprio per salvaguardare coloro che lavorano e investono nell'avviare e preparare alla pratica sportiva i giovani.

Senza un adeguato ristoro e con solo un anno per adeguarsi si rischiano danni irreversibili. Inoltre il ruolo del Coni non può essere svilito alla sola preparazione olimpica.

Non è possibile cancellare un simbolo, riconosciuto come esempio a livello internazionale, ed un patrimonio di conoscenze ed organizzazione come quello del nostro comitato olimpico.