Lega A - Emergenti: con Andrea Mezzanotte c'è ancora speranza per il basket italiano

01.10.2019 09:19 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: La Provincia di Cremona - Giorgio Gandolfi
Lega A - Emergenti: con Andrea Mezzanotte c'è ancora speranza per il basket italiano

(di Giorgio Gandolfi). C’è un filo invisibile che lega il basket di Bergamo e provincia, specificatamente Treviglio, e Trento. Quattro anni fa Diego Fiaccadori, ora al Bayern Monaco, a 18 anni firmò alla Dolomiti Aquila Trento e si aggiudico per tre anni consecutivi il premio di miglior italiano U22. Lo scorso anno l' ala grande di 2,0 8 Andrea Mezzanotte, anche lui bergamasco ed anch’egli con trascorsi in A2 a Treviglio, lo segui a Trento.

Dopo un anno di praticantato con una media di 1.7 punti, nelle prime due gare Mezzanotte è il miglior marcatore italiano del campionato con 15.5 punti di media, con le incredibili percentuali del 62% da due ed addirittura il 66% da tre.

«Lo scorso campionato ho dovuto adattarmi ad un tipo di gioco totalmente nuovo per me, molto più fisico e tecnico e contro giocatori americani e non esperti. Quest’anno ho lavorato tutta l’estate con i pesi per aggiungere massa muscolare, e sui fondamentali. Ma la differenza rispetto allo scorso campionato è stata il sentire la fiducia totale di compagni, allenatore e staff tecnico, come anche della società, e questo mi ha dato la massima serenità. Mi hanno detto di fare quello che sono capace, che avevano fiducia e di giocare tranquillo e questo per un giovane è fondamentale, soprattutto per un lungo, che normalmente necessita di maggior tempo per maturare» afferma.

In nazionale con l’Under 18 ha vinto un bronzo agli Europei e con l’U20 un argento ai mondiali del 2017.

«Sinceramente devo lavorare molto sulla difesa e devo migliorare ancora, dal marcare giocatori più piccoli, ai rimbalzi e non solo. In attacco credo di essere un giocatore versatile, posso aprire il campo e sfruttare il mio tiro da fuori».

Nato ad Almenno San Bartolomeo, un paese a pochi chilometri da Bergamo, inizia a giocare a 5 anni. Racconta che deve tutto alla sua allenatrice a minibasket, madre di un suo compagno di squadra, che l’ha fatto appassionare al basket, ed anche al fratello, che lo ha allenato, prima di andare a Treviglio.

Diplomato in meccanica elettronica, «…ma non faceva per me, dopo alcune esperienze», gli piacciono i motori e nel tempo libero i videogiochi, ed afferma di aver trovato nel basket il suo ambiente ideale. Tra i suoi idoli, nel campionato italiano Davide Pascolo, un lungo atipico, in Eurolega Jan Vesely del Fenerbache, e nell’Nba Kevin Durant per la sua versatilità e tuo da fuori.

Ci auguriamo che questo giocatore, vista la penuria, per esser gentili, di lunghi italiani in campionato e nella squadra nazionale possa diventare un punto di riferimento nel nostro basket, che ha una necessità urgente di nuovi talenti: gli inizi sono dei più promettenti.