Femminile - National Geographic come Pianeta Basket: crociati delle atlete

La prestigiosa rivista internazionale ha pubblicato un articolo sul problerma della reottura del crociato nello sport femminile. Come noi tre anni fa
11.02.2026 14:45 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Femminile - National Geographic come Pianeta Basket: crociati delle atlete

Questo post non è per raccontarci da soli quanto siamo bravi. Ma almeno per dire che quando nel marzo del 2023 Pianeta Basket ha pubblicato tre post dedicati ai tantissimi, troppi infortuni al legamento crociato delle giocatrici italiane di pallacanestro, dalla serie A1 alla serie C passando per le categorie giovanili, non eravamo dei visionari. All'epoca sapevamo di circa 70 casi, in due anni nelle diverse categorie, ma la sensazione che avevamo ed abbiamo è che salvo i casi clamorosi, le società non amino raccontare cosa accade alle loro atlete, i numeri siano ancora molto alti (60 quest'anno con tante giovani?). E non è un problema di privacy. Perchè quando capita ad un'atleta di alto livello come Matilde Villa - per fortuna di tutti soprattutto sua sarebbe prossima al rientro - allora tutti hanno la oro opinione e tutti intervengono nel dibattito che segue...

Ma quando accade a ragazze di 14, 15 o 16 anni, allora non importa a nessuno. Dimenticando che un crociato rotto è un trauma a qualunque età e che non è vero che se proprio deve succedere allora meglio in età giovanile perchè si ha più tempo per recuperare. Più si è giovani e più può essere uno schock difficilmente recuperabile. Che si voglia o meno diventare una giocatrice "professionista", che si sia o meno destinate.

Ecco i nostri tre post:
il primo del 2 marzo 2023
il secondo dell'8 marzo 2023
il terzo del 16 marzo del 2023
Siamo poi tornati sull'argomento in altri post, troppi, in seguito agli infortuni di alcune atlete riconoscibili e di richiamo almeno nazionale. 

Ecco allora che a proposito di casi clamorosi, forse quanto accaduto a Lindsay Vonn alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, ha fatto da cassa di risonanza e la prestigiosa rivista National Geographic, mercoledì 11 febbraio ha pubblicato un post dal titolo:"Perché le donne sono più soggette a lesioni del legamento crociato anteriore? Gli scienziati dello sport stanno cercando di capire perché le atlete siano così esposte a questo tipo specifico di lesione al ginocchio". Di Katie C. Reilly

Ecco l'inizio dell'articolo del National Geographic:
"A sei minuti dalla fine del terzo quarto della partita di basket universitario, Liz Kitley, allora centro della Virginia Tech, saltò per un tiro sottomano con la mano sinistra per pareggiare. Realizzò il canestro, ma cadde, restando a terra e tenendosi il ginocchio sinistro. "Sapevo esattamente cosa fosse quella strana sensazione", ricorda Kitley, tre volte giocatrice dell'anno dell'Atlantic Coast Conference e All-American, che ora lavora alla Virginia Tech come assistente dell'allenatore capo. Al liceo, Kitley si era lesionata il legamento crociato anteriore (LCA) destro e perciò capì subito che, questa volta, aveva danneggiato il sinistro.

Molte atlete professioniste, come Kitley, JuJu Watkins, Cameron Brink delle LA Sparks e, più recentemente, la sciatrice olimpica Lindsey Vonn, hanno subito una lesione del legamento crociato anteriore. In realtà, le lesioni del legamento crociato anteriore sono comuni tra le atlete di tutte le età. Le ragazze e le donne corrono un rischio da due a otto volte superiore rispetto ai loro colleghi maschi di subire una lesione al legamento crociato anteriore quando praticano sport simili, e le atlete che praticano più sport hanno un rischio vicino al 10% di subire una lesione durante le scuole superiori o l'università. Abbiamo riconosciuto questo aumento del rischio per le ragazze e le donne fin dagli anni Novanta. "È qualcosa di cui tutti sono più o meno consapevoli", dice Kitley, "ma nessuno sa davvero perché".

Gli esperti indicano diverse possibili spiegazioni: caratteristiche del corpo femminile, come un bacino più ampio e un aumento dell'angolo Q, l'angolo tra il muscolo quadricipite e il tendine rotuleo, genetica e movimenti biomeccanici o controllo motorio,  "ovvero il modo in cui muoviamo il nostro corpo nello spazio", afferma Nina Freitas, fisioterapista senior presso il Women's Sports Center dell'Università della California di San Francisco (UCSF), che aggiunge che anche le "differenze di forza" nei muscoli posteriori della coscia e nei quadricipiti e i "fattori ormonali" possono influire sulla disparità".

Qui c'è il resto dell'articolo. Quindi? Bene ma non benissimo. Dovremmo tutti collaborare perchè ci si interessi agli episodi di infortunio non solo per le giocatrici di livello, ma di tutte. Avere un quadro il più possibile dettagliato della situazione può aiutare a capire meglio. Ma sappiamo già che sono parole al vento...