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A2 Girone B: Paolo Seletti:"Vorremmo tanto agganciare il sesto posto"

L'allenatore di Faenza Basket Project - con tre punti di penalizzazione e molti stravolgimenti - ci ha raccontato cosa sta succedendo alla squadra
30.01.2026 09:00 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
A2 Girone B: Paolo Seletti:"Vorremmo tanto agganciare il sesto posto"

Seletti a che punto è la squadra?

Siamo nel momento che segue un grande cambiamento. Durante le vacanze di Natale facevamo fatica a contarci e capire con chi andare in campo. Georgieva ha preso al volo la chance di giocare in A1, Bazan si è infortunata e Nori non era la giocatrice giusta al posto giusto. Salutate loro abbiamo dovuto ripensare a tutto. Per fortuna abbiamo anche avuto un inserimento, Sara Ronchi – talento stroardinario frenata solo dagli infortuni -  che si allenava con noi da tempo, che però non era ancora pronta dopo l’infortunio dello scorso anno. Ora è a pieno regime, è tornata da giocatrice vera disponibile a fare quello che serve, ed in qualche modo dobbiamo frenarla vista la voglia che ha di giocare. In dieci giorni abbiamo dovuto cambiare l’assetto, trovare nuovi valori, nuovi equilibri. In tutto questo c’è una cosa positiva: perché è interessante dover cambiare così tanto a metà stagione, magari con meno risorse ma tutte adesso pronte a fare il necessario ed anche qualcosa di più. Perché chi aveva meno responsabilità adesso se le sta assumendo”.  

Quale è stata la reazione delle ragazze a quel momento così difficile?

All’inizio erano spaesate. Si chiedevano se avrebbero potuto ancora andare avanti. Non sapevano più nulla come se avessero cancellato il lavoro fatto fin lì. Poi la vittoria in casa con Matelica – che era molto rimaneggiata a dire il vero ma comunque una corazzata per noi – ci ha aperto un mondo nuovo. Come se fossimo esplose positivamente. La partita dopo siamo salite a Trieste con la faccia e l’atteggiamento di quelle forti ed abbiamo giocato una bruttissima partita. Ci siamo guardati tutti e tutte negli occhi ed abbiamo capito che la strada giusta era quella di mezzo tra Matelica e Trieste. Con Vicenza benissimo giocando una buona partita, Ad Ancona di nuovo una brutta partita ma l’abbiamo vinta dimostrando che sappiamo fare quello che serve nei finali di gara”.

Ed ora su chi può contare più di prima?

"Le due cugine  Ciuffoli stanno facendo molto bene dall’inizio con Elena che è una sorpresa uscita dal cilindro, di Ronchi abbiamo già detto, Brzonova ora gioca da playmaker e meno da sola tiratrice, Guzzoni si sta adattando sempre di più dopo essere uscita dal guscio casalingo con tutte le difficoltà che questo comporta, Onnela che c’è sempre stata e Zanetti che sta diventando una giocatrice di livello. Posso dire che avendo allenato tanteforti lunghe giovani, lei forse è quella che è più futuribile: ha fisico ed atletismo, usa due mani, sa passare la palla, ha la testa giusta, ascolta ed impara in fretta. Ed ha grandi margini di miglioramento. Ecco la fotografia della squadra attuale”.

Cosa ha dovuto cambiare sul campo per riassestare la squadra?

Il ritmo di gioco. Maggiore libertà di testa nonostante la redistribuzione delle responsabilità. Gli spazi ed i tempi: giochiamo sempre con quattro piccole con Brzonova che sa essere una tiratrice e Ronchi che sa attaccare nell’uno contro uno abbiamo maggiore libertà di movimento e più opzioni. E la difesa che è cresciuta moltissimo: siamo sempre aggressive, dinamiche, presenti. Onestamente siamo una squadra nuova che tra un mese potrà essere ancora meglio di come è già adesso”.

Bisogna aggiungere qualcosa?

Io vorrei tanto aggiungere a questo nuovo e diverso equilibrio che abbiamo trovato, Sofia Milanovic, una 2010 che secondo me è pronta per cimentarsi nella categoria. E per aiutare tutte a piegare ancora meglio il gioco per metterlo al servizio della nostra identità. Il piano è questo, riuscirci sarebbe super, ma naturalmente non si fa dall’oggi al domani e nemmeno è una certezza assoluta. Ma voglio provarci. Questo è un gruppo che sta bene insieme, il che rappresenta secondo l’anima della serie A2 che è davvero il campionato delle squadre che fanno gruppo. Dove tutte faticano per aiutare le altre, dove c’è coesione, condivisione

L’obiettivo adesso qual è?

Ci sono due aspetti. Finalmente dopo tanto tempo il settore giovanile di Faenza può tornare a creare giocatrici importanti, futuribili. Le nostre U19, U17 ed U15 potranno dire la loro nel corso dei prossimi mesi. Però per questo serve anche che la società abbia le idee molto chiare e che si possa fare un ragionamento sul medio periodo e non sul domani. La società deve farci sapere cosa vuol fare. Per quello che riguarda la serie A2 io vorrei tanto agganciare il treno dei play off e vedere come giocarcela in quella fase. Vogliamo il sesto posto, ma se arrivassimo al settimo o all’ottavo non sarebbe una tragedia ma il sesto posto è la nostra prossima meta”.

Cosa pensa del Girone B?

Non c’è una squadra materasso. Tutte almeno lottano e tutte sanno mettere in difficoltà chiunque. C’è più tattica in A2. E tecnicamente vedo che le squadre si stanno orientando verso una pallacanestro moderna, con meno giochi a termine e più lettura delle situazioni. In generale penso che tranne le squadre che hanno sponsor e risorse importanti con annesse ambizioni di salire in A1, il resto del campionato dovrebbe essere davvero il campionato dove far giocare le ragazze del luogo. Non ci si può permettere – ripeto salvo le eccezioni – di dare stipendi importanti, le case ed altri bonus del genere. Anche in questo caso faccio eccezioni: ci sono dei posti dove c’è tanta gente che va a vedere le partite ed altri dove è difficile attirare le persone al palazzetto. A meno che non si faccia il ragionamento delle ragazze locali. Anche noi abbiamo sbagliato in questo senso nel momento di fare la squadra la scorsa estate ma forse non eravamo ancora pronti".