A2 Girone B: Nicola Soave l'imprevedibilità dell'Alpo
Coach Soave facciamo il punto sin qui della stagione dell’Alpo?
“Abbiamo subito quattro sconfitte in stagione. Tre – compresa la finale di Coppa Italia – sono arrivate con Matelica quindi bisogna ammettere che in questo momento è una squadra che ha qualcosa in più. La quarta sconfitta c’è stata pochi giorni fa a Vicenza. Perché siamo mancate di continuità dopo un buonissimo avvio e diversi momenti nei quali potevamo allargare la forbice del nostro vantaggio. Invece loro hanno recuperato e nel finale punto a punto hanno avuto la meglio. Però sono quattro sconfitte su 16 partite totali, direi che non è male e nulla cancella quanto di buono abbiamo fatto sin qui. Siamo seconde e prima dell’avvio della stagione era difficile leggere che qualcuno ci dava per favorite o in questa posizione. Noi in cuor nostro ci siamo detti che avremmo voluto fare il meglio possibile ovviamente ma con grande serenità. Facendo anche delle scelte importanti sul roster”.
Un roster senza straniere, con tre giocatrici di grande esperienza, un po' di giovani e tante giovanissime. Ce lo spiega?
“Prima di tutto abbiamo voluto dar fiducia a chi era con noi l’anno scorso in A1. Poi abbiamo preso giocatrici di categoria e poi abbiamo voluto dare continuità ad un percorso iniziato cinque anni fa quando arrivarono Rosignoli e Soglia. Furlani e Mancini due anni fa. In A1 abbiamo interrotto questo discorso perché abbiamo fatto una squadra di senior e con le straniere, quest’anno lo abbiamo ripreso. Le straniere? Credo che ci siano tante ragazze che possono fare bene il lavoro di una straniera se non si riesce a prendere quella proprio brava che sposta. Ma quante sono? E quanto costano? Vorremmo seguire la strada del Basket Costa e valorizzare il nostro settore giovanile che è cresciuto moltissimo e dal quale possiamo attingere risorse importanti. Non siamo contro le straniere ma ci piace lavorare con le ragazze italiane”.
E se doveste salire, al di là di ogni scongiuro possibile?
“Il campionato è lungo, molto può succedere ed ora non pensiamo alla A1 ma a finir bene il nostro campionato. Se, e ripeto se, dovessimo tornare in A1 allora bisognerà fare ragionamenti diversi, pensieri diversi coinvolgere nuovi sponsor ed organizzare la società in modo diverso. Ma ripeto per adesso restiamo focalizzati sul nostro obiettivo: cercare di fare del buon basket, di alto livello e vediamo dove tutto questo ci porterà. Consolidarci ed offrire basket a 360 gradi al nostro territorio di riferimento”.
Le cifre dicono che siete la squadra con meno palle perse della intera serie A2 (12,3 a partita) e la seconda per rimbalzi. Vi ci rispecchiate?
“Noi siamo una squadra atipica. Giochiamo con quattro esterne ed una lunga. Questo vuol dire che in campo ci sono sempre giocatrici che sanno trattare la palla e passarla come si deve. All’inizio dell’anno quando ancora il gruppo non si conosceva altro che palle perse, era una questione all’ordine del giorno. Poi una volta che siamo cresciute abbiamo raggiunto un equilibrio importante e ne ha beneficiato anche il nostro attacco. I rimbalzi: abbiamo giocatrici anche le esterne – Peresson ne prende 11,3 ed è il play, seconda in A2, ndr – che hanno propensione per andare a rimbalzo, che hanno voglia di andare a “fare confusione” là sotto e spesso ne escono con la palla in mano. E’ una fortuna avere giocatrici con queste attitudini”.
Quattro esterne ed una lunga, Soglia. Ci racconta il suo percorso?
“In questi cinque anni ha fatto un lavoro di crescita incredibile. E’ stata bravissima nel voler crescere, capire, motivarsi e quest’anno sta raccogliendo i primi frutti di questo lavoro. Lei sa correre co0n le piccole tanto che spesso finisce il contropiede magari dopo aver preso un rimbalzo ed aperto il gioco. Ha un notevole senso della posizione a rimbalzo ed in difesa è sempre pronta a dare una mano alle compagne che sanno di avere in lei una presenza importante sotto canestro, in attacco come in difesa. Una ragazza con un grande cuore, in campo e fuori. Sta lavorando anche sull’irruenza che spesso le fa commettere falli troppo presto però è anche colpa nostra, intendo dello staff che a volte chiediamo a lei ed alla squadra un atteggiamento aggressivo che la espone al rischio di falli. Una compartecipazione al 50% diciamo”.
Vedremo qualcosa di nuovo da ora in avanti fino al termine della stagione regolare?
“Siamo una squadra imprevedibile, nel bene e qualche volte meno bene. Siamo perimetrali e quindi una giornata va tutto dentro una giornata va tutto o quasi fuori. Ma siamo queste e non vogliamo cambiare. Faremo degli adeguamenti tattici rispetto alle avversarie che andremo ad incontrare. E cecheremo di migliorare certe letture di alcuni momenti delle partite. Vicenza è un esempio di quello che non dobbiamo fare: partire fortissimo e poi finire macchinose e lente. No, ci serve una lettura diversa in alcune partite. In alcuni momenti per noi pensare troppo è un problema perché spezza quell’imprevedibilità che ci caratterizza. Se una squadra ci porta ad un tiro verso i 24”vuol dire che ci ha forzato quella situazione, ma se siamo noi a dover pensare di arrivare ai 24” non va bene. Adeguamenti e letture quindi per i prossimi giorni e settimane”.