Boston sorprende l’Est senza Tatum: Jaylen Brown si prende la scena
Con l’All-Star Break ormai alle porte, i Boston Celtics si presentano clamorosamente al secondo posto della Eastern Conference, alle spalle dei Pistons, in uno scenario che pochi avrebbero immaginato a inizio stagione. La rottura del tendine d’Achille di Jayson Tatum e le tante partenze estive, compresa quella di Jrue Holiday, avevano alimentato più di un dubbio: in molti vedevano Boston lottare al massimo per un posto nel Top 6, non certo spalla a spalla con le big dell’Est. Il gruppo di Joe Mazzulla, però, ha scelto di trasformare lo scetticismo in benzina emotiva. Lo racconta bene Payton Pritchard, che parla apertamente di una squadra motivata proprio dal sentirsi data per finita, etichettata come “anno di transizione” dopo l’assenza di Tatum e la separazione da tanti protagonisti del titolo 2024. In questo contesto, Jaylen Brown ha preso in mano la narrazione: partiti con uno 0-3 che ha scatenato i social, l’ala ha risposto in campo e davanti alle telecamere, ricordando a tutti che, dopo cinque vittorie nelle successive sei gare, le critiche devono mantenere “la stessa energia” anche quando le cose girano bene.
Senza Tatum, l' MVP delle Finals 2024 sta vivendo la miglior stagione della carriera, viaggiando a quasi 30 punti (29.6) e 4.9 assist di media, con il picco dei 50 punti contro i Clippers a inizio anno: numeri che, come sottolinea lui stesso, raccontano solo in parte i sacrifici fatti negli anni per tenere Boston a livello da titolo. «Prendo tutto sul personale», ha spiegato il cinque volte All-Star, convinto che solo ora si stia vedendo davvero l’ampiezza del suo gioco e di ciò che ha messo da parte per il bene del collettivo. Dall’esterno, il rendimento dei Celtics può sorprendere, ma non stupisce affatto Jrue Holiday, che da ex compagno conosce bene la mentalità di Pritchard, Mazzulla e dello staff: quando qualcuno dice loro che non possono fare qualcosa, la reazione naturale è voler dimostrare il contrario. Il suo ritorno al TD Garden lo ha confermato: dopo appena dodici minuti Boston era già a +21, e i tentativi di rimonta di Portland non sono bastati a evitare il ko (94-102). Più del risultato, resta l’impressione di una squadra che ha trovato una nuova identità proprio nel vuoto lasciato da Tatum, usando le aspettative al ribasso come leva per restare stabilmente tra le protagoniste dell’Est.