Dominik Olejniczak, il gigante di Tortona che domina l’area e guida la Bertram
A Napoli si è vista la versione più dominante di Dominik Olejniczak: il pivot polacco della Bertram ha firmato una prova da vecchia scuola, fatta di gioco interno, semigancio anni ’70 e presenza fisica ingombrante nel cuore dell’area. La doppia doppia da protagonista assoluto, con una prestazione da MVP nella vittoria all’Alcott Arena, è solo l’ultimo capitolo di una stagione in cui i suoi 213 centimetri lo collocano in vetta, insieme a Miro Bilan, tra i giganti della nostra Serie A. Faccia da duro, baffo iconico, mano educata e una vita anche fuori dal parquet da imprenditore nel mondo dei barber shop: il profilo è di quelli che restano impressi, ma quando gli chiedi della sua partita lui sposta subito il discorso sulla squadra, sul “noi” prima dell’“io”, sottolineando il lavoro collettivo, la capacità di non farsi prendere dal panico nei momenti complicati e il valore di una vittoria pesante in trasferta.
Olejniczak è alla prima esperienza italiana dopo quattro campionati in Francia, tornei che lui stesso definisce molto simili per fisicità e livello competitivo, ma qui si sta misurando con lunghi di altissimo profilo e con un metro arbitrale che spesso lo mette alla prova fin dai primi minuti, tra falli di aggressività e confini sottili tra ciò che è concesso e ciò che non lo è. I problemi di falli non hanno però frenato la sua crescita: il centro di Tortona si sta affermando come una delle novità più interessanti del campionato, capace di reggere l’urto contro avversari come Josh Nebo di Milano, che lui indica come il rivale più scomodo per la capacità di catturare rimbalzi offensivi. Nel frattempo “Dom” racconta di sentirsi a casa alla Bertram, innamorato dell’ambiente creato da staff e compagni, di un gruppo che parla spesso di chimica e piacere di lavorare insieme ogni giorno: una definizione che torna sulle bocche di molti e che spiega perché Tortona stia disputando un’ottima stagione, con un centro che non è solo un gigante d’area, ma anche il simbolo di una squadra che sa riconoscersi nel proprio lavoro quotidiano.