Durant e Sengun piegano Memphis: Rockets in volata a Houston
L’avvio racconta una partita sporca, fatta più di errori che di esecuzioni pulite: sia Houston sia Memphis, ferme da venerdì, faticano a trovare ritmo e il primo quarto è un susseguirsi di tiri corti e possessi spezzati, con i Grizzlies che si aggrappano a Jaren Jackson Jr. e Santi Aldama per restare a contatto e chiudere avanti di un solo punto (24-23) grazie anche all’energia di GG Jackson. Dall’altra parte il baricentro offensivo dei Rockets è Alperen Sengun: il lungo turco inizia a lavorare in post con una naturalezza disarmante, chiudendo il primo tempo con un 7/7 dal campo che fotografa la sua superiorità vicino al ferro e la sua lettura del gioco, tra ganci, appoggi e passaggi smarcanti per i compagni.
Dalla panchina arriva la scossa di Tari Eason, che mette pressione sulle linee di passaggio e corre il campo, mentre Amen Thompson orchestra con calma, scegliendo quando accelerare e quando rallentare il possesso.
Eppure, nonostante questa centralità del gioco interno, Houston resta a lungo impantanata nella propria serata storta dall’arco, e Memphis ne approfitta a rimbalzo: a metà gara i Grizzlies hanno già 12 rimbalzi offensivi e, con una distribuzione equilibrata dei punti tra Jackson Jr., GG Jackson e Jaylen Wells, riescono a presentarsi all’intervallo avanti 54-51, dando l’idea di poter sporcare la partita quanto basta per portarla sul proprio terreno.
Nel tabellino, intanto, si delineano già i protagonisti: per Houston Sengun viaggia verso quota 26 punti, affiancato dai 22 di Kevin Durant e dai 15 di Eason, mentre per Memphis guidano Jackson Jr. con 21, Wells con 18 e GG Jackson con 16.
Il terzo quarto non rompe l’equilibrio: le due squadre continuano a rispondersi colpo su colpo, i Rockets alzano l’intensità difensiva sul perimetro ma i Grizzlies restano agganciati grazie a una circolazione di palla più fluida e a una “marca” ben distribuita, con Caldwell-Pope e Wells pronti a punire ogni distrazione, tanto che alla penultima sirena il tabellone recita ancora +1 Memphis (77-76).
È nell’ultimo periodo che la gara cambia definitivamente volto: Houston smette di inseguire e decide di prendere in mano il copione, con Sengun a innescare il parziale che spacca la serata, un 12-2 che nasce ancora dal pitturato e si allarga sul perimetro grazie alle triple di Eason e Dorian Finney-Smith per il 88-79 che fa esplodere il pubblico del Toyota Center.
Memphis prova a restare aggrappata al match con le iniziative di Wells, ma è qui che entra in scena la versione più glaciale di Kevin Durant (33 punti, 8 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata): due triple in sequenza, piedi ben piantati e mano morbida, trasformano lo strappo in un 21-9 che porta i Rockets in doppia cifra di vantaggio e, di fatto, spegne la resistenza dei Grizzlies.
Da quel momento in poi, la squadra di casa gestisce, controlla il ritmo e si affida ancora a Sengun (33 punti, 9 rimbalzi, 6 assist) per chiudere i conti vicino al ferro, mentre Memphis non trova più la stessa presenza a rimbalzo offensivo che l’aveva tenuta in vita per tre quarti e scivola lentamente verso il 108-99 finale.