Brandon Miller illumina la notte dei Hornets contro i 76ers
Gli Charlotte Hornets hanno trasformato una sfida potenzialmente insidiosa in una dimostrazione di forza, approfittando dell’assenza di Joel Embiid e Paul George per travolgere i Philadelphia 76ers con una prestazione offensiva scintillante guidata da Brandon Miller. Dopo qualche possesso iniziale un po’ sporco, la squadra ha trovato subito ritmo: le triple di LaMelo Ball, Miller e Kon Knueppel hanno aperto il campo, mentre persino Moussa Diabate ha sfiorato il bersaglio allo scadere dei 24", segnale di una serata in cui tutto sembrava girare nel verso giusto. I Hornets hanno costruito il loro vantaggio con difesa e transizione, arrivando anche a toccare i 20 punti di margine, e quando i 76ers hanno provato a rientrare, la risposta è stata un parziale di 16-0 chiuso da una giocata simbolica: stoppata di Ryan Kalkbrenner su un tentativo di schiacciata e contropiede finalizzato da un alley-oop di LaMelo per Miller, fotografia perfetta di una squadra in totale controllo dell’inerzia (69-44).
Nel terzo quarto, Miller ha definitivamente preso in mano la scena: tre triple in rapida successione per ristabilire le distanze, poi una serie di canestri in isolamento che hanno messo in crisi la difesa di Philadelphia, compreso un floater dopo aver letteralmente mandato al bar VJ Edgecombe. Mentre Tyrese Maxey cercava disperatamente di accendere l’attacco dei 76ers forzando situazioni e possessi, Charlotte aveva sempre una risposta pronta, continuando ad allungare fino a un vantaggio surreale di 50 punti alla sirena del terzo periodo, fissato da un libero di Collin Sexton. Il quarto periodo è servito solo a gestire il margine, con qualche minuto di garbage time e un po’ di confusione che ha ridotto lo scarto finale ma non ha mai rimesso in discussione l’esito della gara (130-93). Nel mezzo, le note liete di una squadra che cresce: Miller chiude con 30 punti su appena 12 tiri, irreale per efficienza e varietà di soluzioni; Diabate porta energia pura contro Andre Drummond, mostrando anche un jumper “brutto ma buono”; Knueppel flirta con una prova da tripla doppia in soli 20 minuti grazie a rimbalzi, letture e tiro; LaMelo, pur senza una serata brillante al tiro, orchestra l’attacco con maturità. E in fondo alla rotazione, anche Tidjane Salaun, entrato solo a risultato ampiamente acquisito, continua a lasciare piccoli segnali di crescita che fanno comodo in prospettiva.